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Golia
abbandona la presidenza del consiglio. La maggioranza centrista
traballa ed uno spettro s’aggira per Palazzo di città: è quello
delle elezioni anticipate.
Il colpo di scena di una giornata vissuta politicamente sul filo
del rasoio si consuma a tarda ora, nel corso di una seduta del
consiglio comunale in cui, per l’ennesima volta nella storia
politica cassanese, le vicende di Marina s’intersecano con
quelle amministrative. La svolta viene impressa da Antonio
Golia, in coda ad una fiacca discussione sulle sorti del
villaggio turistico. L’opposizione di centrosinistra, che sconta
tra le sue fila l’assenza potenzialmente determinante del
consigliere Angelo Scarano, insiste per ottenere la revoca della
delibera con cui, nel maggio del 2006, il Municipio demandò
l’associazione “Consorzio Sibari città del mare” la gestione
della cittadella delle vacanze. I numeri, almeno sulla carta,
dicono che la proposta dovrebbe ottenere il voto favorevole dei
nove consiglieri della minoranza presenti in aula, e quello
contrario degli undici dell’Udc. Golia, però, che già al momento
dell’approvazione della contestata delibera si era astenuto,
prende la parola per ribadire il suo dissenso dall’orientamento
appena espresso dal capogruppo dello scudocrociato, Mimo Lione.
E dice: <<Se la minoranza fosse stata compatta e tutta presente,
avrei votato per la revoca del provvedimento. A questo punto,
pur esprimendo il mio dissenso, confermo l’astensione>>. La
revoca, dunque, viene respinta d’un soffio: il “Sibari città del
mare” vive. Ma subito dopo, Golia assesta il secondo colpo. <<Mi
rincresce comunicare le mie dimissioni, irrevocabili ed
immediate, dalla carica di presidente dell’assemblea>>. La
maggioranza, che da giorni sapeva, non batte ciglio, e trattiene
il fiato per ascoltare e comprendere le motivazioni del gesto.
<<La mia decisione è ispirata da ragioni di carattere
personale>>, spiega l’ex presidente, aggiungendo: <<Onorerò
l’impegno assunto in campagna elettorale, tutelando gli
interessi della comunità. Altro ritengo di non dover
aggiungere>>. Nelle parole non dette, i timori della maggioranza
di essere finita al tappeto, sia pur di fronte ad un’opposizione
non ancora granitica. Così, prima che scocchi la mezzanotte, ha
inizio l’ultima sfida: i nove del centrosinistra sottoscrivono
la lettera di dimissioni. Se l’Udc s’accoderà, saranno elezioni
anticipate. Con i cassanesi chiamati ad eleggere la nuova
amministrazione comunale in concomitanza con le elezioni
politiche del 13 e 14 aprile prossimi.
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