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<<La
maggioranza resta al suo posto: le dimissioni di Golia non
cambiano nulla, ma se qualcuno è convinto del contrario, che si
faccia avanti>>.
Ha il sapore della sfida il commento che il sindaco Gianluca
Gallo affida alle cronache del giorno dopo, quello che segue al
terremoto scatenato non tanto dalle dimissioni (per ragioni
personali) del presidente del consiglio, Antonio Golia, quanto
dalla sua intenzione di votare a favore della proposta, avanzata
dal centrosinistra, di revocare la delibera con cui, dal maggio
del 2006, il Comune ha demandato all’associazione “Consorzio
Sibari città del mare” la gestione di Marina di Sibari. <<Se la
minoranza fosse stata compatta e tutta presente>>, aveva
spiegato in aula Golia prima dell’ufficializzazione del passo
indietro, <<avrei votato per la revoca del provvedimento. A
questo punto, pur esprimendo il mio dissenso, opto per
l’astensione>>. Un evidente smarcamento dalla linea del partito
(tracciata appena pochi minuti prima dal capogruppo dell’Udc,
Mimmo Lione), subito evidenziato dai consiglieri del
centrosinistra. Che denunciando la fine dell’esperienza politica
del centrodestra, avevano raccolto nove firme in calce alla
richiesta di dimissioni dell’assemblea consiliare, invitando i
colleghi dello scudocrociato a seguire l’esempio ed a permettere
lo svolgimento di elezioni anticipate. La proposta aveva causato
la sospensione dei lavori del consiglio: la maggioranza, riunita
in conclave ed a porte chiuse, avrebbe visto consumarsi al suo
interno il confronto tra i falchi, convinti della necessità del
ricorso purificatrice alle urne, e le colombe, sostenitrici
della linea della continuità. Un faccia a faccia a tratti aspro,
racconta chi sa, conclusosi col prevalere dei mediatori, mentre
nei corridoi di Palazzo di città riecheggiava forte la protesta
del centrosinistra contro <<il vergognoso e indecente
comportamento di una maggioranza ormai inesistente>>. Di qui
s’arriva al giorno dopo. <<La maggioranza c’è>>, fa sapere dal
Municipio il primo cittadino Gianluca Gallo. <<La scelta di
Golia, ispirata da motivazioni d’ordine personale, non cambia
nulla per l’amministrazione comunale. Del resto, Golia ha
assicurato il proseguimento del proprio impegno nel solco del
mandato elettorale ricevuto. Né può far scalpore la sua
astensione su Marina di Sibari, dal momento che essa suona come
la riconferma del voto al riguardo già espresso nel maggio del
2006>>. Avanti tutta, dunque, e porte chiuse alle elezioni. A
meno che, chiosa Gallo, <<non vi sia qualcuno che pensi di non
votare il bilancio o il riequilibrio di bilancio, e di
consegnare così la guida della città, per un lungo periodo,
nelle mani del commissario prefettizio. In tal caso, meglio
accogliere l’invito delle opposizioni ed andare al voto
subito>>. Un’eventualità che potrebbe tradursi in realtà solo
attraverso la formalizzazione delle dimissioni di undici
consiglieri, entro il termine ultimo del 24 febbraio. La
sensazione, però, è che, passata la bufera, nelle cronache resti
soltanto il racconto d’un giorno dopo, uno come tanti.
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