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Udc:
porte chiuse alle elezioni anticipate. Ma il centrosinistra non
ci sta ed accusa: <<Maggioranza alla frutta>>. Giunge
all’epilogo la breve ma tumultuosa storia delle elezioni
anticipate: l’ipotesi era balenata giovedì scorso, durante i
lavori del consiglio segnati dalle dimissioni del presidente
dell’assemblea consiliare, Antonio Golia. A scrivere la parola
fine, il capogruppo dello scudocrociato, Mimmo Lione.
<<L’ipotesi del ricorso alle urne>>, dice, <<è infondata.
Avremmo voluto che Golia, di cui riconosciamo le capacità,
avesse continuato a ricoprire il suo incarico, ma le sue
dimissioni, originate da motivazioni di ordine personale, non
aprono una crisi politica, dal momento che lui stesso ha
ribadito di voler rispettare il mandato ricevuto dagli
elettori>>. Niente dimissioni in blocco, dunque, come pure
paventato ad un certo punto, quando alcuni esponenti dell’Udc
s’erano mostrati pronti a sottoscrivere le dimissioni già
sottoscritte dai consiglieri del centrosinistra. <<Le
opposizioni>>, minimizza Lione, <<fanno la loro parte. In questo
caso, hanno orchestrato una strumentalizzazione mal riuscita>>.
Il centrosinistra, però, non ci sta. Ed insiste: <<La proposta
di scioglimento anticipato del consiglio era venuta proprio
dall’interno di una maggioranza che comunque, per come
evidenziano i fatti, è ormai inesistente. Ci dispiace solo che a
pagare il prezzo di una così lampante cattiva gestione della
cosa pubblica siano i cassanesi>>. Come stiano le cose, un dato
è ormai certo: ad aprile la città sarà chiamata a votare solo
per il rinnovo del Parlamento.
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