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Ad una svolta la bonifica dei siti inquinati da ferriti: sarà la
Regione Calabria a curare l’operazione, affidando poteri
esecutivi direttamente ai Comuni. Già partita, intanto, la
pulizia di decine di discariche a cielo aperto.
L’eco delle notizie fresche di giornata arriva da Catanzaro. A
vestire i panni del messaggero, il capostruttura del
Dipartimento regionale ambiente, e consigliere comunale
cassanese, Salvatore Caruso. Nelle sue parole, la ricostruzione
di una storia che inizia nell’ottobre del 2006, quando il
ministero dell’ambiente stanzia decine di milioni di euro per il
risanamento dei siti di ferriti di zinco sparsi per la Calabria.
Più di otto miliardi di vecchie lire vengono destinati a Cassano
e Cerchiara. Il compito di gestire la fase esecutiva viene
demandato all’Ufficio del commissario per l’emergenza
ambientale, con l’impegno di concludere le attività programmate
entro la primavera del 2009 e bandire le gare d’appalto nella
primavera del 2007. Ritardi e burocrazia si portano però via
ogni previsione. <<Adesso – assicura Caruso – si volterà pagina.
L’Ufficio del commissario, infatti, si appresta a cedere
all’assessorato le competenze legate al risanamento dei
territori feriti dallo stoccaggio illecito delle ferriti. Il
passaggio di consegne è già in atto e dovrebbe essere ultimato
al più tardi a ridosso di Pasqua>>. Prevista anche una rilevante
novità: <<Al fine di scongiurare ulteriori ritardi e lungaggini
burocratiche – spiega Caruso – saranno i Comuni interessati a
sovrintendere alla spesa dei fondi ed alla bonifica delle aree a
rischio>>. Dubbio: al momento di aprire i cordoni della borsa,
il ministero dell’ambiente non fece mistero di preferire una
gestione centralizzata delle procedure, per scongiurare il
rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri. Come sarà
garantito ora questo principio? <<Inviteremo i Municipi –
sottolinea il dirigente dell’assessorato – a tenere alta la
guardia, ed altrettanto faremo noi, vigilando sul rigoroso
rispetto delle norme in materia di appalti>>. Fare bene, ma
soprattutto fare in fretta: questo l’obiettivo dichiarato, anche
perché, secondo il ministero della sanità, <<nelle discariche
localizzate a Cassano e Cerchiara sono ammassate, senza
precauzione, centinaia di tonnellate di ferriti, che
rappresentano un pericolo per la dispersione delle particelle
per mezzo del vento e per l'inquinamento prodotto al terreno ed
alle falde acquifere: il continuo dislavamento ad opera degli
agenti naturali può portare a disperdere nel sottosuolo quote
rilevanti di elementi tossici>>.
Intanto, l’assessorato regionale all’ambiente conferma
l’avvenuto inizio delle attività di caratterizzazione di 33
siti, su scala regionale, ritenuti ad elevato rischio
ambientale. Nel lungo elenco, figurano anche le discariche
cassanesi di contrada Monte, di località Cappella del Monte e di
località Giostratico.
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