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Se
tutti pagano l’Ici, la tassa graverà molto meno sulle famiglie
cassanesi. E’ quanto si evince da una nota comunale
dell’Assessore Domenico Maffia, delegato al Bilancio e Finanze
del comune di Cassano All’Ionio.
“Oltre alle molteplici problematiche inerenti le attività
dell’Ufficio Tributi -ha riferito Maffia- maggiore attenzione è
stata riservata al servizio I.C.I., in quanto, attraverso una
razionalizzazione delle risorse ed una diversa metodologia
gestionale, si potesse intraprendere, in tempi ragionevolmente
brevi, una fruttuosa azione destinata al recupero di evasione
d’imposta. Tutto ciò, per non di gravare maggiormente
sull’economia del territorio, prelevando maggiori somme dalle
tasche dei concittadini, ma per intraprendere un’azione tendente
a quella equità fiscale che la Carta Costituzionale sancisce, e
passare ad una successiva restituzione delle maggiori risorse
sia in termini di un miglioramento dei servizi offerti
dall’ente, anche attraverso la riduzione dell’imposta medesima”.
“Unitamente al dirigente del settore finanziario - ha proseguito
l’assessore Maffia- è stata avviata una indagine conoscitiva sul
fenomeno evasivo dell’ICI per quanto concerne il territorio
comunale, la quale ha determinato la necessità di intervenire in
maniera incisiva e mirata. Infatti, da un controllo incrociato
tra i dati rilevabili dal programma in uso all’Ufficio Tributi
ed i dati emergenti dalla banca dati dell’Agenzia del
Territorio, è emerso che 13.300 immobili (pari questi a quasi il
50% del patrimonio immobiliare censito nel nostro comune) sono
al momento al vaglio del settore tributi. Questa ricerca ha
permesso l’individuazione di numerosi immobili non censiti,
ovvero censiti in maniera non corretta, nella banca dati
dell’Ente. Partendo dai dati censuari di tali immobili e
attraverso l’utilizzo di banche dati nazionali, nei confronti
delle quali l’ente locale cassanese è provvisto di abilitazione
all’accesso, si sta gradualmente ricostruendo la reale
consistenza patrimoniale ascrivibile al singolo contribuente,
soggetto passivo d’imposta. Tale modus operandi sta sortendo
ottimi risultati”. “Ad oggi -ha evidenziato Maffia- seppur la
ricostruzione patrimoniale è alquanto parziale, avendo
correttamente censito circa un migliaio di immobili tra quelli
complessivamente attenzionati, è stato possibile ricondurre a
tassazione una base imponibile di valore complessivo di oltre 20
milioni di euro per l’anno d’imposta 2003, per il quale non sono
ancora spirati i termini per procedere ad eventuali azioni di
recupero. Facile immaginare, perciò, la naturale conseguenza.
Una così maggiore base imponibile, avrà come effetto immediato
un maggiore gettito sull’ICI, che verrà monitorato in termini di
effettivo rientro di cassa e che, se dovesse concretizzarsi
nella misura previsionale, consentirà all’amministrazione
comunale, per il prossimo anno, un parziale utilizzo a beneficio
di una riduzione dell’aliquota”.
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