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Non accenna a placarsi la diatriba sui Laghi di Sibari che vede
protagonisti il presidente dell’Associazione che gestisce la
zona, Nunzio Masotina, ed il Consigliere Anziano della stessa
Associazione nonché vice presidente della Società Casa Bianca
Group, Antonio Vuoto. Vuoto, all’indomani delle dichiarazioni
del Masotina, risponde senza risparmiare colpi. “Abbiamo le
carte in regola. – spiegava Masotina- E la gestione dell’Ente si
caratterizza nella chiarezza, nella legalità e nella
trasparenza”. A queste dichiarazioni Vuoto ribatte: “Se così
fosse, non vedo perché si ostina a non fornire l’elenco degli
emolumenti, cioè indennità, rimborsi spese e quant’altro,
liquidati a Masotina a partire dall’anno 2001, e fino ad oggi
richiesto per iscritto dal sottoscritto dal lontano 16/10/07, e
si ostina, altresì, a non fornire la “Situazione Debitoria,
Creditoria e delle Disponibilità Finanziarie” richiesta sempre
dal sottoscritto dal lontano 23/10/07. Richieste reiterate anche
di recente e mai soddisfatte”. “Allora due sono le cose-
evidenzia Vuoto- o il sig. Masotina ha un concetto diverso da
quello contenuto nei dizionari della lingua italiana dei
vocaboli citati, “chiarezza, legalità e trasparenza”, dei quali
spesso, a sproposito, si riempie la bocca, oppure ha paura di
fornire documenti di cui i primi innesterebbero un procedimento
per la loro restituzione ed i secondi mostrerebbero lo stato di
insolvenza e di sfacelo della sua gestione! Del resto, non ci si
può attendere altro che mistificazioni da un personaggio che, lo
ripetiamo, ha mentito agli associati per ben sette lunghi anni
sulla sua ineleggibilità nelle cariche ricoperte
nell’Associazione”.
Secondo Vuoto, l’atteggiamento del Masotina è contraddittorio
per quel che concerne “la giustificazione addotta per aver
interrotto volontariamente l’energia elettrica alle pompe di
sollevamento delle acque nere della penisola del Centro
Commerciale perché le spese competerebbero ad un ipotetico
condominio dello stesso Centro Commerciale! Con tali
affermazioni Masotina smentisce sé stesso ed il contenuto della
sua richiesta di intervento, datata 12/10/06 ed inviata al
Sindaco ed all’Assessore all’Ambiente di Cassano all’Ionio,
nella quale ne dichiarava la proprietà comunale della rete
fognaria (incluse centraline di sollevamento e depuratore) e la
conseguente manutenzione. Quali sono i motivi per i quali
Masotina ha cambiato parere?”
“In ogni caso - conclude Vuoto- la sua dispotica volontà lo ha
portato a contravvenire ad una delibera dell’Assemblea degli
Associati del 09/12/1995 con la quale è stato assunto l’onere
della gestione dei servizi del centro Commerciale ritenendo che
quest’ultimo non potesse essere assimilato ad un normale lotto
privato essendo oggetto di frequentazione da parte di tutti i
cittadini e sede di attività commerciali, contrariamente ai
villaggi privati all’interno dei Laghi, e volutamente ad
interrompere un servizio di pubblica necessità la cui
interruzione sta producendo l’inquinamento delle darsene con
gravi conseguenze igienico-sanitarie per la salute dei cittadini
e dei diportisti. E, alla fine, chi sopporterà i notevoli danni
conseguenti alla illecita condotta, forse anche penale, del
Presidente Masotina? Ne risponderà l’Associazione? Ne
risponderanno gli associati, e questi su chi si rivarranno?”
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