|
Attualmente solo l’8,50% degli imprenditori sul territorio ha
meno di 35 anni. Imprenditoria femminile quasi inesistente.
Nel sud e nel cassanese fare impresa è più difficile che
altrove. Questa sembrerebbe una frase già fatta, ma che
fotografa la realtà e la condizione di tanti giovani costretti
ad emigrare al nord per mettere in pratica le loro idee. Secondo
alcuni dati tendenziali, infatti, in mancanza di un censimento
ufficiale, le imprese di medie e grandi dimensioni in Calabria
sarebbero solo 352. Lo studio effettuato dall’associazione
regionale per lo sviluppo della Calabria “Crea Lavoro” fotografa
anche la situazione nella sibaritide e nel cassanese in
particolare, qui le imprese, anche secondo dati forniti dal
servizio Statistiche del Comune, di medie dimensioni sono a
malapena 9; quelle di grandi dimensioni 4. Più cospicue le
cooperative e le piccole imprese, 36. Se da un lato i dati
sottolineano le difficoltà degli imprenditore ad investire nel
territorio, dall’altro lato i dati in possesso portano
all’attenzione un altro problema: In Calabria solo 11,35% degli
imprenditori ha meno di 35 anni, nella sibaritide la percentuale
scende all’8,50%. Segno tangibile che da queste parti
l’imprenditoria giovanile ha più difficoltà che altrove ad
esprimersi in idee e progetti. Non a caso, secondo dati forniti
dal Centro per l’Impiego territoriale e dall’Ufficio Statistiche
comunale, il tasso di disoccupazione nel territorio è in lieve
aumento, difatti dal 6,9% del 2006, si è passati al 7,1% dei
primi mesi del 2007. Tra i senza lavoro poi sempre più giovani
neo laureati. Tra gli ostacoli che si frappongono alla creazione
di imprese da parte di giovani nel cassanese soprattutto
l’incertezza sul futuro, il forte livello di tassazione e
soprattutto lo spettro delle estorsioni e della criminalità.
Francesco, 31 anni, un titolo di agronomo, spiega: “Diventare
imprenditori è senz'altro un sogno difficile da realizzare nella
nostra realtà.
Sono tanti i problemi che bisogna affrontare tipo: come faccio a
tradurre la mia idea in un progetto? Dove troverò dei
finanziamenti? La mia idea funzionerà nel tempo? E come si
gestisce un'impresa? Delle perplessità che difficilmente trovano
una risposta rassicurante poiché innanzitutto manca qualsiasi
assistenza da parte delle istituzioni nei confronti dei progetti
della giovane imprenditoria. I mezzi finanziari sono sempre
esigui, poichè molti di noi giovani durante l’università ha
lavorato per pagarsi gli studi e non ha messo nulla da parte ed
ancora molto spesso le famiglie da cui provengono non vivono in
condizioni economiche vantaggiosissime. Senza poi dimenticare il
fatto – spiega altresì il giovane - che da noi nessuno riesce a
maturare quella giusta esperienza pratica nel campo di
riferimento. A tutto ciò poi la piaga mai sopita
dell’estorsione. Cosicché in molti preferiscono non avventurarsi
in progetti che in caso di fallimento porterebbero dritti
all’usura ed alla disperazione”. Marcello, 34 anni, Ingegnere
civile: “Per chi è veramente convinto di voler intraprendere il
cammino del lavoro autonomo gli aiuti non mancano, ma per il
loro ottenimento molto spesso bisogna passare per lunghe trafile
e bussare a porte di politici e funzionari locali. Poiché, qui
il paradosso, molto spesso queste agevolazioni vengono concesse
solo a figli di papà facoltosi piuttosto che a giovani in
difficoltà, ma desiderosi di mettere a disposizione il loro
sapere per la creazione di imprese e di sviluppo nella loro
terra. Le banche poi non concedono facilmente mutui a giovani
poiché sprovvisti delle opportune garanzie. Così molto –
conclude il giovane intervistato - spesso siamo costretti ad
andare al nord. La mia speranza è quella di guadagnare
abbastanza soldi per poi tornare un giorno a Cassano allo Ionio
ed impiantare un’azienda”. La Sibaritide, dunque, sempre più
fanalino di coda nell’imprenditoria giovanile. Un ultimo dato
poi su cui riflettere nella Sibaritide l’imprenditoria femminile
è pari all’1,2%. Si scopre allora che ancora molto bisogna fare
per il rilancio di questo territorio.
|