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Martedì 12 febbraio 2008

Sibari, Rfi inizia i lavori di risistemazione dello stabile della Stazione. Ma all’interno i servizi vengono offerti a singhiozzo. La ferrovia Jonica oramai un “ramo secco”

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il ...

.La stazione ferroviaria di Sibari si rifà il trucco. Da lunedì scorso, infatti, Rfi ha avviato i lavori di risistemazione dello stabile. Ed entro la fine dell’anno sarà completamente ristrutturato. Ad annunciarlo gli stessi vertici regionali di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Circa trecento mila euro per rendere lo stabile che ospita la Stazione di Sibari adeguato. Cosicché nel progetto di Rfi ad essere interessati dai lavori saranno le facciate dell’edificio, ma pure ristrutturati gli atri e la sala d’attesa. E sin qui nulla di strano, anzi. Il paradosso è che però nel mentre la stazione si rifà il trucco, molti servizi all’interno della stessa funzionano a singhiozzo. Non a caso il servizio biglietteria funziona solo in orario mattutino, così come il servizio informazioni. L’ennesima riprova che l’Italia è un paese davvero strano, poiché la stazione di Sibari pur se abbellita e resa più accogliente, nei fatti sarà una scatola vuota privo di ogni servizio e di reale importanza. L’ennesima cattedrale nel deserti, del resto da queste parti di strutture senza senso i residenti ci sono abituati. Uno strano destino quella della linea ferroviaria Ionica, una lunga lingua di strada ferrata che corre veloce, si fa per dire poiché da queste parti l’alta velocità rimarrà solo un sogno, da Taranto a Reggio Calabria. 481 Km di ferrovia che collegano per l’appunto Caulonia, nel reggino, con Crotone, Sibari e con tutto l’Alto ionio. Questa è anche la strada della “Magna Grecia. Duemila anni di civiltà sulle soglie della strada ferrata. 113 i Km attraversati dalla linea ferroviaria Jonica nella Provincia di Cosenza tra paesaggi mozzafiato, di questo scorcio di Calabria, ed inefficienze e disservizi vari. Sembrerà strano ma la linea ferroviaria jonica si identifica con la storia di questa gente di Calabria. Oggi però orari assurdi, servizi scadenti, stazioni chiuse, vagoni paragonabili a quelli in servizio nelle aree più degradate del mondo, ma anche la concorrenza di altri mezzi di trasporto, rischiano di far scomparire la ferrovia dell’intera costa ionica. Si proprio questa la contraddizione, nel mentre si abbellisce la stazione i treni restano scadenti, poco adatti per i disabili e molto sporchi, basti vedere ogni giorno il treno che da Milano giunge a Crotone. La zona Jonica della Calabria, pur avendo difatti un bacino di utenza superiore al milioni di abitanti, 735.615 potenziali utenti nel solo tratto ionico cosentino, è ancora mal collegata al resto d’Italia da treni a lunga percorrenza e d addirittura molti di questi presto verranno soppressi. Scarsi ed inefficienti sono poi i collegamenti interni tra le varie zone della Calabria. Cosicché oggi la linea ferroviaria ionica si presenta come un ramo secco.

 

Pasquale Golia

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