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Cassano terra dai mille tesori scarsamente valorizzati. I tour
operator denunciano: “ Manca poco all’inizio della stagione
turistica, ma ancora nessuna programmazione e sviluppo
dell’area”.
Mancano oramai pochi mesi all’inizio della nuova stagione
estiva. Milioni di turisti sono pronti ad invadere le coste
calabresi. Non quelle sibarite, però. Infatti dopo una stagione
turistica alquanto fallimentare nel vasto comprensorio, estate
2007, nulla in questi mesi è stato fatto, secondo i tour
operator sibariti, per programmare il rilancio del turismo. Così
il territorio situato nel cuore della piana di Sibari,
incastonato, in uno scenario splendido, tra silenti monti,
vegetazioni di ulivi e le acque del mare Jonio, anche quest’anno
sarà meta di pochi. Sullo sfondo poi la crisi non risolta di
Marina e Laghi di Sibari. Strutture turistiche che si presentano
forse più disastrate dello scorso anno. Questa è la storia di un
viaggio affascinante tra bellezze artistiche e paesaggistiche di
un angolo di Calabria ricco di storia e di tradizioni, tra i più
suggestivi. Qui le civiltà greche, latine, bizantine e normanne
hanno segnato l'esistenza della popolazione locale, lasciandovi
tracce indelebili negli usi, costumi e tradizioni. Ma questa è
anche la storia di un viaggio che racconta come simili tesori
ancor oggi sono sconosciuti ai turisti. Del resto qui ancor oggi
mancano le strutture turistiche adeguate e quelle poche che ci
sono, vedi Marina di Sibari, difettano da decenni di servizi
minimi indispensabili. Così ancor oggi il Parco archeologico di
Sibari, è meta di pochi appassionati. Nonostante questo sia il
luogo simbolo della grandezza della antica civiltà di Sybaris,
trai più suggestivi e capace di conservare in 168 ettari i resti
e la grandezza delle tre città che nel corso dei secoli furono
edificate nel medesimo sito, su tutte Sybaris colonia Achea
fondata alla fine dell'VIII sec. a.C. e distrutta nel 510 a.C.,
poi Thurii e Copia. Situazione non migliore al Museo
Archeologico della Sibaritide. Il luogo in cui miti e leggende
di questa antica civiltà rivivono nei numerosi reperti
gelosamente custoditi. Qui le visite nei giorni di festa non
superano le 60 – 70 unità giornaliere. Così gli operatori
turisti e commerciali lanciano l’allarme: “Manca qualsiasi tipo
di progetto per il turismo in quest’area, occorre l’impegno in
tal senso delle Istituzioni”. Un appello reso attuale e
necessario dal fatto che i mesi passati ed ancora per poche
settimane sono cruciali per la programmazione della nuova
stagione turistica. Soprattutto per non rischiare un nuovo flop,
come quello della stagione estiva appena trascorsa. L’estate
200, difatti, verrà ricordata nella Sibaritide come una stagione
di profonda crisi. “ Questi tesori non sono adeguatamente
valorizzati - ci dice Francesco titolare di un piccolo albergo a
Sibari - qui i turisti, specie quest’anno, sono ancora pochi.
Potenzialmente questa zona potrebbe vivere solo di turismo e poi
bisogna rendersi conto che qui il turismo potenzialmente non è
solo estivo”. Concetto reso ancor più chiaro dagli stessi tour
operator che spiegano: “In un Comune dove potenzialmente
numerosissimi potrebbero essere i villeggianti, gli addetti
dovrebbero porsi degli interrogativi importanti: “I servizi sono
sufficienti e adeguati, il turismo è correttamente valorizzato?
Sono domande alle quali sarebbe importantissimo avere una
risposta se il nostro comune avesse un assessorato al turismo
degno di questo nome e degli amministratori che guardino con
attenzione a quello che succede sul nostro territorio. Ma dove e
chi sono- si interroga Cavallaro- gli addetti ai lavori cui
facevamo cenno precedentemente? Nel Comune di Cassano la delega
al turismo ce l’ha il Sindaco, l’assessorato, quindi, non
esiste; non ci sono addetti che si occupino in modo continuativo
e unico delle problematiche annesse al turismo; non esiste un
controllo serio della qualità delle attività connesse al
turismo, non esiste una programmazione per la promozione del
territorio (i cd e gli stampati realizzati recentemente, seppur
interessanti, non servono a niente se non fanno parte di un
programma promozionale di largo respiro). Stesso discorso per il
Parco Archeologico di Sibari. La Sovrintendenza per i Beni
Culturali – spiega l’operatore turistico sibarita - ha bloccato
sempre qualsiasi iniziativa commerciale nei pressi dell’area
archeologica. Gli scavi e lo stesso museo sono due oasi in un
deserto; se si va a Paestum o Pompei attorno alle aree
archeologiche ci sono una miriade di attività commerciali
piccole e grandi che danno lavoro e ricchezza alla popolazione”.
I giorni passano ed anche l’estate 2008 si preannuncia
deficitaria a Cassano allo Ionio.
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