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Giovedì 28 Febbraio 2008

Cassano - Processo rifiuti tossici, sostanze tossiche anche nelle colture. Secondo i periti del Tribunale le sostanze sono nocive per la salute.  .

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 04.03.08  h. 22.00

In Aula le prime verità sul disastro ambientale nella sibaritide. Piombo per 180 volte superiore al limite nel mais e nichel nell’uva. Intanto le ferriti restano nei terreni

A distanza di 13 anni dalla scoperta di ferriti di zinco nei terreni di Cassano allo Ionio, Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria, per uno scempio ambientale di una gravità assoluta, dal processo che sta tentando di far luce sull’illecito stoccaggio dei rifiuti tossici arrivano prime importanti verità ed ammissione di effetti nocivi sulla salute dei residenti. La storia di questo disastro ambientale annunciato è oramai nota: era il 1995, la Guardia di Finanza scoprì sotterrati in alcuni terreni agricoli di C. da “Prainette” , “Tre Ponti”, “ Pantano Rotondo” e “Chidichimo” di Cassano allo Ionio, e di Contrada “Capraro” a Cerchiara, bidoni pieni di liquidi tossici provenienti dall’azienda “Pertusola Sud” di Crotone. Un traffico di scorie tossiche che, secondo gli inquirenti, produceva diverse centinaia di milioni delle vecchie lire e che vedeva coinvolti funzionari e politici della Regione Calabria, ditte e proprietari terrieri compiacenti. 35mila tonnellate, si badi bene, di rifiuti tossici (ferriti di zinco) provenienti dall’azienda crotonese, ufficialmente diretti verso stabilimenti autorizzati ad un loro trattamento, ma che non giunsero mai a destinazione perché sotterrati nel sottosuolo di Cassano allo Ionio e della Sibaritide. 19 ora le persone imputate, due i processi in corso. Uno, denominato “Bergagliotti +11”, riguardante il reato di corruzione, è nelle mani dei giudici di Castrovillari, l’altro, per disastro ambientale, in quelle dei giudici di Catanzaro. Così dopo 13 anni nell’udienza presso il Tribunale di Castrovillari di ieri la prima importante verità. A far luce sulla reale gravità della situazione nella sibaritide i consulenti nominati dal Tribunale, ovvero i professori Claudio Botrè, Alessandro Alimonti e Giuseppe Campanella, i quali in Aula hanno riferito sui risultati delle loro analisi. Ebbene i tre periti dei giudici hanno accertato che alcune coltivazioni attigue ad uno dei siti, località “Chidichimo”, individuati e messi in sicurezza sono effettivamente contaminati. Poiché ha spiegato il prof. Claudio Botrè in una vicina piantagione di mais è stato accertato piombo in quantità superiore al normale, oltre che mercurio. Ma viepiù la sostanza nociva dal terreno è penetrata direttamente nella pianta. Contaminazioni, da nichel riscontata anche nell’uva di un terreno di un’altra località inquinata di Cerchiara. Quanto ai possibili effetti sulla salute pubblica, il prof. Alimonti ha chiarito senza mezzi termini: “il mais con contaminazione di piombo riscontrata è molto nocivo alla salute pubblica. Il piombo è causa di malattie degenerative del sistema nervoso, così come il nichel dell’uva”. Sostanza quest’ultima che è causa soprattutto di allergie e se ingerita per molto tempo anche di malattie al sistema immunitario. Ma la tragica verità sugli effetti delle ferriti di zinco in questo scorcio di Calabria irrimediabilmente sfigurato figurano altre sostanza preoccupanti quali arsenico, cadmio, rame e zinco, tutte sostanze provenienti dalle ferriti di zinco. In particolare il prof. Alimonti ha chiarito: “ Pur essendo queste sostanze nei terreni non oltre il limite è chiaro che anche una sola molecola di mercurio può essere nociva, in considerazione del fatto che nel nostro organismo queste sostanze non vi sono”. Ma viepiù il manganese, secondo i super periti, trovato nei siti può determinare degenerazioni simili al morbo di Parkinson. Le verità non si fermano qui poiché contaminazioni da Ferro e Manganese sono state riscontrate anche nelle falde acquifere di due località incriminate “Tre Ponti” e Volta del Forno. Una chiara situazione di pericolo che perà deve fare i conti con la non totale messa in sicurezza dei dsiti inquinati, poiché rivelano i periti in due dei tre terreni in cui le ferriti sono ancora visibili la messa in sicurezza non è più adeguata. I periti della difesa il dott. Fabio Colombo, il prof. Giuseppe Pompa e il dott. Vladimiro Bonanin dal canto loro hanno cercato di demolire le risultanze dei loro colleghi nominati dal Tribunale, infatti pur ammettendo la presenza di tali sostanze, hanno cercato di far passare la cosa come normale. Vale la pena sottolineare che gli stessi consulenti di parte in passato si sono focalizzati sulla presenza o meno di piombo, zinco, rame, manganese e di altre sostanze tossiche quali il cadmio, mercurio, arsenico. A loro i periti d’ufficio hanno replicato con un dato alquanto significativo: il valore limite di piombo negli alimenti stabilito dalla legge è dello 0,2, oltre il quale gravi sono i rischi della salute. Orbene ha chiarito il prof. Botrè nel mais di località “Chidichimo” il piombo era pari a 0,44, ben il 180% in più rispetto al consentito. Ed il piombo deriva dalle ferriti ed è gravemente nocivo per la salute, specie dei più piccoli. Fondati dunque i timori della popolazione locale, allarmati dall’aumento considerevole di malattie tumorali e genetiche. In attesa che i responsabili di tale scempio paghino per le loro colpe, resta sempre il grave danno arrecato all’ambiente ed alla salute dei cittadini di tale area che, ora a distanza di alcuni anni, inizia a farsi evidente. Intanto, in maniera del tutto vergognosa, i rifiuti tossici restano nei terreni, i 4 milioni e 500 mila euro stanziati dalla Regione Calabria per la bonifica dei siti inquinati restano ancora inutilizzati. Il tutto mentre si continua a morire sempre più frequentemente per malattie neoplastiche, preoccupante anche l’aumento di casi di malattie genetiche tra i bimbi nati. Il tutto mentre i politici locali e regionali cercano di far passare la cosa come normale. Ma da ieri abbiamo saputo che a Cassano e nelle aree circostanti la situazione normale non è, anzi sotto i nostri piedi vi è una vera bomba ecologica pronta a scoppiare.
 

Pasquale Golia

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