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In Aula le prime verità sul disastro ambientale nella
sibaritide. Piombo per 180 volte superiore al limite nel mais e
nichel nell’uva. Intanto le ferriti restano nei terreni
A distanza di 13 anni dalla scoperta di ferriti di zinco nei
terreni di Cassano allo Ionio, Francavilla Marittima e Cerchiara
di Calabria, per uno scempio ambientale di una gravità assoluta,
dal processo che sta tentando di far luce sull’illecito
stoccaggio dei rifiuti tossici arrivano prime importanti verità
ed ammissione di effetti nocivi sulla salute dei residenti. La
storia di questo disastro ambientale annunciato è oramai nota:
era il 1995, la Guardia di Finanza scoprì sotterrati in alcuni
terreni agricoli di C. da “Prainette” , “Tre Ponti”, “ Pantano
Rotondo” e “Chidichimo” di Cassano allo Ionio, e di Contrada
“Capraro” a Cerchiara, bidoni pieni di liquidi tossici
provenienti dall’azienda “Pertusola Sud” di Crotone. Un traffico
di scorie tossiche che, secondo gli inquirenti, produceva
diverse centinaia di milioni delle vecchie lire e che vedeva
coinvolti funzionari e politici della Regione Calabria, ditte e
proprietari terrieri compiacenti. 35mila tonnellate, si badi
bene, di rifiuti tossici (ferriti di zinco) provenienti
dall’azienda crotonese, ufficialmente diretti verso stabilimenti
autorizzati ad un loro trattamento, ma che non giunsero mai a
destinazione perché sotterrati nel sottosuolo di Cassano allo
Ionio e della Sibaritide. 19 ora le persone imputate, due i
processi in corso. Uno, denominato “Bergagliotti +11”,
riguardante il reato di corruzione, è nelle mani dei giudici di
Castrovillari, l’altro, per disastro ambientale, in quelle dei
giudici di Catanzaro. Così dopo 13 anni nell’udienza presso il
Tribunale di Castrovillari di ieri la prima importante verità. A
far luce sulla reale gravità della situazione nella sibaritide i
consulenti nominati dal Tribunale, ovvero i professori Claudio
Botrè, Alessandro Alimonti e Giuseppe Campanella, i quali in
Aula hanno riferito sui risultati delle loro analisi. Ebbene i
tre periti dei giudici hanno accertato che alcune coltivazioni
attigue ad uno dei siti, località “Chidichimo”, individuati e
messi in sicurezza sono effettivamente contaminati. Poiché ha
spiegato il prof. Claudio Botrè in una vicina piantagione di
mais è stato accertato piombo in quantità superiore al normale,
oltre che mercurio. Ma viepiù la sostanza nociva dal terreno è
penetrata direttamente nella pianta. Contaminazioni, da nichel
riscontata anche nell’uva di un terreno di un’altra località
inquinata di Cerchiara. Quanto ai possibili effetti sulla salute
pubblica, il prof. Alimonti ha chiarito senza mezzi termini: “il
mais con contaminazione di piombo riscontrata è molto nocivo
alla salute pubblica. Il piombo è causa di malattie degenerative
del sistema nervoso, così come il nichel dell’uva”. Sostanza
quest’ultima che è causa soprattutto di allergie e se ingerita
per molto tempo anche di malattie al sistema immunitario. Ma la
tragica verità sugli effetti delle ferriti di zinco in questo
scorcio di Calabria irrimediabilmente sfigurato figurano altre
sostanza preoccupanti quali arsenico, cadmio, rame e zinco,
tutte sostanze provenienti dalle ferriti di zinco. In
particolare il prof. Alimonti ha chiarito: “ Pur essendo queste
sostanze nei terreni non oltre il limite è chiaro che anche una
sola molecola di mercurio può essere nociva, in considerazione
del fatto che nel nostro organismo queste sostanze non vi sono”.
Ma viepiù il manganese, secondo i super periti, trovato nei siti
può determinare degenerazioni simili al morbo di Parkinson. Le
verità non si fermano qui poiché contaminazioni da Ferro e
Manganese sono state riscontrate anche nelle falde acquifere di
due località incriminate “Tre Ponti” e Volta del Forno. Una
chiara situazione di pericolo che perà deve fare i conti con la
non totale messa in sicurezza dei dsiti inquinati, poiché
rivelano i periti in due dei tre terreni in cui le ferriti sono
ancora visibili la messa in sicurezza non è più adeguata. I
periti della difesa il dott. Fabio Colombo, il prof. Giuseppe
Pompa e il dott. Vladimiro Bonanin dal canto loro hanno cercato
di demolire le risultanze dei loro colleghi nominati dal
Tribunale, infatti pur ammettendo la presenza di tali sostanze,
hanno cercato di far passare la cosa come normale. Vale la pena
sottolineare che gli stessi consulenti di parte in passato si
sono focalizzati sulla presenza o meno di piombo, zinco, rame,
manganese e di altre sostanze tossiche quali il cadmio,
mercurio, arsenico. A loro i periti d’ufficio hanno replicato
con un dato alquanto significativo: il valore limite di piombo
negli alimenti stabilito dalla legge è dello 0,2, oltre il quale
gravi sono i rischi della salute. Orbene ha chiarito il prof.
Botrè nel mais di località “Chidichimo” il piombo era pari a
0,44, ben il 180% in più rispetto al consentito. Ed il piombo
deriva dalle ferriti ed è gravemente nocivo per la salute,
specie dei più piccoli. Fondati dunque i timori della
popolazione locale, allarmati dall’aumento considerevole di
malattie tumorali e genetiche. In attesa che i responsabili di
tale scempio paghino per le loro colpe, resta sempre il grave
danno arrecato all’ambiente ed alla salute dei cittadini di tale
area che, ora a distanza di alcuni anni, inizia a farsi
evidente. Intanto, in maniera del tutto vergognosa, i rifiuti
tossici restano nei terreni, i 4 milioni e 500 mila euro
stanziati dalla Regione Calabria per la bonifica dei siti
inquinati restano ancora inutilizzati. Il tutto mentre si
continua a morire sempre più frequentemente per malattie
neoplastiche, preoccupante anche l’aumento di casi di malattie
genetiche tra i bimbi nati. Il tutto mentre i politici locali e
regionali cercano di far passare la cosa come normale. Ma da
ieri abbiamo saputo che a Cassano e nelle aree circostanti la
situazione normale non è, anzi sotto i nostri piedi vi è una
vera bomba ecologica pronta a scoppiare.
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