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Venerdì 29 Febbraio 2008

Jonio, Le due Gallerie sul tratto cosentino della S.S. 106 da cinque anni mai aperte al traffico. L’opera completata nel 2003 e costata ben 66 miliardi avrebbe dovuto deviare il traffico lontano dai centri abitati. La rabbia dei residenti.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 04.03.08  h. 22.00


Eravamo all’inizio dell’anno 2003, quando l’allora ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi inaugurò le due gallerie nel tratto compreso tra Amendolara e Rocca Imperiale, precisamente tra il Km 402+400 ed il Km 405+950, facenti parte di una variante che avrebbe dovuto portare la S.S. 106 Jonica lontana dai centri abitati. Ebbene a distanza di cinque anni da quella trionfalistica manifestazione, le due gallerie non sono mai state aperte al traffico, così come la variante stradale. Storia questa dell’ennesimo sperpero di denaro pubblico, nel mentre sulla strada S.S. 106, per la verità una mulattiera più che una strada, si continua a morire. L’importante opera udite, udite è costate alle finanze pubbliche quasi 66 miliardi delle vecchie lire per un tratto di poco più di tre chilometri. I lavori secondo il progetto esecutivo avrebbero dovuto,come detto evitare finalmente il passaggio dei veicoli dai centri abitati di Montegiordano e Rocca Imperiale Marina. ma così per molto non sarà. Infatti da informazioni trapelate da ambienti romani pare che le due gallerie non possono entrare in finzione poiché qui gli autotreni non entrano proprio. Errori di progettazione o di esecuzione per un’opera che poteva cambiare i destino di tante giovani vite che su quell’asfalto insidioso hanno perso la vita. L’ennesima cattedrale del deserto, dunque. Una situazione che porta a chiedersi, che senso ha parlare di sviluppo di questa zona se poi le infrastrutture elementari non ci sono o sono così malridotte? ”. Uno strano destino quello della S.S. 106 da anni in attesa di quei lavori sempre promessi, ma mai avviati. Così ogni giorno il viaggio, nella strada delle vergogne e contraddizioni, diventa un’odissea. Asfalto in alcuni tratti sconquassato, restringimenti di carreggiata improvvisi, scarsa segnaletica stradale, curve pericolose ed improvvise. Benvenuti nell’inferno della S.S. 106 Ionica. Qui a volte, percorrendo la strada in macchina, si ha davvero la sensazione che gli enormi tir che scorazzano per la lunga arteria ti possano investire è tanta. Sinceramente non si capisce perché questa arteria non abbia ancora la doppia corsia, salvo alcuni brevi tratti, o perché debba attraversare interi centri urbani. Misteri e contraddizioni tutti calabresi! Il primo centro, attraversato pericolosamente dall’arteria stradale è la marina di Rocca Imperiale, il più settentrionale tra i paesi della Calabria, con la località di Santa Venere. A seguire ci sono Montegiordano e Roseto Capo Spulico. Piccoli paesi negli anni addietro teatro di tragedie a causa della “strada della morte”. I residenti da anni esasperati da tal difficile situazione, come a Montegiordano: “Qualche anno addietro anche noi abitanti di questo paesino – ci dice Francesco - abbiamo dovuto fare i conti con questa tragica realtà, quando venne investito un passante. Qui del resto camion e auto passano indisturbati, anche ad alta velocità Da anni siamo costretti a convivere con questo problema – precisa il cittadino”. D’accordo un’altra residente interpellata sulla vicenda, che aggiunge: “Di notte poi , specialmente noi che abitiamo proprio sulla strada, spesso sentiamo il rombo delle macchine che sfrecciano a velocità altissima. Il rischio è che, specie in estate, quando la gente torna dal lungomare o e seduta davanti alle proprie porte, qualcuno di questi automobilisti spericolati sbandi e ci investa”. Una mamma di Roseto Capo Spulico, Lucia, difatti, ci confessa: “Ho sempre il terrore che i miei bimbi possano inavvertitamente uscire ed essere investiti da qualcuno”. Storie di cittadini preoccupati e che ancora hanno negli occhi quelle vite spezzate a causa della “strada della morte” in tutti questi anni. Da anni è stato inaugurato il nuovo tratto della S.S. 106 che avrebbe dovuto definitivamente dirottare il traffico lontano dai centri urbani, ma questo resta inspiegabilmente incompleto ed inutilizzato”. Intanto le auto sfrecciano, da queste parti oramai i residenti hanno imparato a convivere con la paura, sullo sfondo quelle due gallerie che ancora per molto resteranno inesorabilmente chiuse.

 

Pasquale Golia

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