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Eravamo all’inizio dell’anno 2003, quando l’allora ministro alle
Infrastrutture Pietro Lunardi inaugurò le due gallerie nel
tratto compreso tra Amendolara e Rocca Imperiale, precisamente
tra il Km 402+400 ed il Km 405+950, facenti parte di una
variante che avrebbe dovuto portare la S.S. 106 Jonica lontana
dai centri abitati. Ebbene a distanza di cinque anni da quella
trionfalistica manifestazione, le due gallerie non sono mai
state aperte al traffico, così come la variante stradale. Storia
questa dell’ennesimo sperpero di denaro pubblico, nel mentre
sulla strada S.S. 106, per la verità una mulattiera più che una
strada, si continua a morire. L’importante opera udite, udite è
costate alle finanze pubbliche quasi 66 miliardi delle vecchie
lire per un tratto di poco più di tre chilometri. I lavori
secondo il progetto esecutivo avrebbero dovuto,come detto
evitare finalmente il passaggio dei veicoli dai centri abitati
di Montegiordano e Rocca Imperiale Marina. ma così per molto non
sarà. Infatti da informazioni trapelate da ambienti romani pare
che le due gallerie non possono entrare in finzione poiché qui
gli autotreni non entrano proprio. Errori di progettazione o di
esecuzione per un’opera che poteva cambiare i destino di tante
giovani vite che su quell’asfalto insidioso hanno perso la vita.
L’ennesima cattedrale del deserto, dunque. Una situazione che
porta a chiedersi, che senso ha parlare di sviluppo di questa
zona se poi le infrastrutture elementari non ci sono o sono così
malridotte? ”. Uno strano destino quello della S.S. 106 da anni
in attesa di quei lavori sempre promessi, ma mai avviati. Così
ogni giorno il viaggio, nella strada delle vergogne e
contraddizioni, diventa un’odissea. Asfalto in alcuni tratti
sconquassato, restringimenti di carreggiata improvvisi, scarsa
segnaletica stradale, curve pericolose ed improvvise. Benvenuti
nell’inferno della S.S. 106 Ionica. Qui a volte, percorrendo la
strada in macchina, si ha davvero la sensazione che gli enormi
tir che scorazzano per la lunga arteria ti possano investire è
tanta. Sinceramente non si capisce perché questa arteria non
abbia ancora la doppia corsia, salvo alcuni brevi tratti, o
perché debba attraversare interi centri urbani. Misteri e
contraddizioni tutti calabresi! Il primo centro, attraversato
pericolosamente dall’arteria stradale è la marina di Rocca
Imperiale, il più settentrionale tra i paesi della Calabria, con
la località di Santa Venere. A seguire ci sono Montegiordano e
Roseto Capo Spulico. Piccoli paesi negli anni addietro teatro di
tragedie a causa della “strada della morte”. I residenti da anni
esasperati da tal difficile situazione, come a Montegiordano:
“Qualche anno addietro anche noi abitanti di questo paesino – ci
dice Francesco - abbiamo dovuto fare i conti con questa tragica
realtà, quando venne investito un passante. Qui del resto camion
e auto passano indisturbati, anche ad alta velocità Da anni
siamo costretti a convivere con questo problema – precisa il
cittadino”. D’accordo un’altra residente interpellata sulla
vicenda, che aggiunge: “Di notte poi , specialmente noi che
abitiamo proprio sulla strada, spesso sentiamo il rombo delle
macchine che sfrecciano a velocità altissima. Il rischio è che,
specie in estate, quando la gente torna dal lungomare o e seduta
davanti alle proprie porte, qualcuno di questi automobilisti
spericolati sbandi e ci investa”. Una mamma di Roseto Capo
Spulico, Lucia, difatti, ci confessa: “Ho sempre il terrore che
i miei bimbi possano inavvertitamente uscire ed essere investiti
da qualcuno”. Storie di cittadini preoccupati e che ancora hanno
negli occhi quelle vite spezzate a causa della “strada della
morte” in tutti questi anni. Da anni è stato inaugurato il nuovo
tratto della S.S. 106 che avrebbe dovuto definitivamente
dirottare il traffico lontano dai centri urbani, ma questo resta
inspiegabilmente incompleto ed inutilizzato”. Intanto le auto
sfrecciano, da queste parti oramai i residenti hanno imparato a
convivere con la paura, sullo sfondo quelle due gallerie che
ancora per molto resteranno inesorabilmente chiuse.
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