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Per decenni, è stato un sicuro ed apprezzato punto di
riferimento per gli operatori del diritto, ma pure per i
detenuti affidati alle sue cure e, soprattutto, alla sua
vigilanza. È questo l’esempio che Domenico La Banca, ispettore
superiore del corpo di Polizia Penitenziaria, in servizio fino a
pochi giorni fa presso il carcere di Castrovillari, lascia a chi
verrà dopo di lui. Dal primo gennaio, infatti, dopo quarant’anni
di onesto e dignitoso lavoro, La Banca (originario di Cassano) è
stato collocato a riposo. Entrato nel Corpo nel 1968, ha
prestato servizio in diversi istituti, da Udine a Montelupo
Fiorentino a Rossano Calabro, prima di passare, nel 1984, al
penitenziario di contrada Petrosa. Qui ha ricoperto, negli
ultimi dieci anni, il ruolo di comandante del Nucleo traduzioni
e piantonamenti. Adesso, scocca l’ora della pensione, suggellata
dall’encomio ufficiale del Ministero della Giustizia: <<Ha
dimostrato un alto senso del dovere, evidenziando spiccate
qualità professionali e lodevole impegno nell’adempimento dei
compiti istituzionali a lui affidati, riportando, altresì, dal
1970 la classifica di ottimo>>. Poche parole, a suggello di una
brillante ed invidiabile carriera.
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