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Giovedì 10 Gennaio 2008

Saracena – Benedire la bandiera di una provincia che non c'è è solo un bluf - Critica la posizione di Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 15.01.08  h. 11.00

<<La benedizione della bandiera d’una provincia che non c’è e che non rappresenta neppure tutto il territorio? Solo un bluff>>. Non usa mezzi termini, Mario Albino Gagliardi, per commentare l’iniziativa varata dalla Consulta dei sindaci e dal comitato popolare che si battono per l’istituzione della provincia della Sibaritide e del Pollino, con capoluogo Sibari. L’8 marzo prossimo i sostenitori della provincia sibarita vorrebbero far benedire la bandiera dell’ipotizzato ente dai vescovi di Rossano, Lungro e Cassano. Dalla sua Saracena, di cui è tornato ad essere sindaco lo scorso anno, l’ex consigliere regionale centrista fa però sentire la sua voce. Critica. <<Anche noi – dice – abbiamo ricevuto l’invito ad andare, ma non ci saremo. Non presteremo il fianco ad un’azione di mera propaganda, che punta a coprire il vero problema della Calabria citeriore: l’assenza di una politica per lo sviluppo condivisa>>. Sostiene Gagliardi: <<Pollino e Sibaritide sono due realtà storicamente diverse. Per l’insipienza delle loro classi politiche, non si sono mai parlate, e continuano a non farlo. Invece di discutere insieme di scelte strategiche, ci si limita ad una battaglia di retroguardia, quale la provincia, peraltro portata avanti in un contesto nazionale che, per motivazioni finanziarie ed amministrative, non concede spazio ad aspirazioni legittime, che a volte sconfinano nel campanilismo>>. Ed a riprova della sua tesi, il primo cittadino saracenaro richiama un elemento di valutazione: <<A Sibari provincia non crede neppure Cassano, dal momento che non mi risulta che gli amministratori cassanesi abbiano mai investito di insediare a Sibari la sede del Municipio o di cambiar nome al proprio comune. Sibari, poi, manca delle infrastrutture necessarie. E questo ben lo sanno Corigliano e Rossano, che giocano con Sibari come il gatto col topo>>. La chiosa finale è riservata all’ipotizzata benedizione del vessillo sibarita nel Duomo rossanese. <<È evidente – conclude Gagliardi – il tentativo di conseguire per questa via la legittimazione di un’operazione altrimenti infondata. Personalmente, sono certo che i vescovi sapranno ben valutare la cosa e decidere con serenità e giustezza, senza rinunciare ad essere, come il Papa ha ricordato nella sua ultima enciclica, portatori del messaggio di speranza e di concordia universale>>.
 

Gianpaolo Iacobini

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