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<<La
benedizione della bandiera d’una provincia che non c’è e che non
rappresenta neppure tutto il territorio? Solo un bluff>>. Non
usa mezzi termini, Mario Albino Gagliardi, per commentare
l’iniziativa varata dalla Consulta dei sindaci e dal comitato
popolare che si battono per l’istituzione della provincia della
Sibaritide e del Pollino, con capoluogo Sibari. L’8 marzo
prossimo i sostenitori della provincia sibarita vorrebbero far
benedire la bandiera dell’ipotizzato ente dai vescovi di
Rossano, Lungro e Cassano. Dalla sua Saracena, di cui è tornato
ad essere sindaco lo scorso anno, l’ex consigliere regionale
centrista fa però sentire la sua voce. Critica. <<Anche noi –
dice – abbiamo ricevuto l’invito ad andare, ma non ci saremo.
Non presteremo il fianco ad un’azione di mera propaganda, che
punta a coprire il vero problema della Calabria citeriore:
l’assenza di una politica per lo sviluppo condivisa>>. Sostiene
Gagliardi: <<Pollino e Sibaritide sono due realtà storicamente
diverse. Per l’insipienza delle loro classi politiche, non si
sono mai parlate, e continuano a non farlo. Invece di discutere
insieme di scelte strategiche, ci si limita ad una battaglia di
retroguardia, quale la provincia, peraltro portata avanti in un
contesto nazionale che, per motivazioni finanziarie ed
amministrative, non concede spazio ad aspirazioni legittime, che
a volte sconfinano nel campanilismo>>. Ed a riprova della sua
tesi, il primo cittadino saracenaro richiama un elemento di
valutazione: <<A Sibari provincia non crede neppure Cassano, dal
momento che non mi risulta che gli amministratori cassanesi
abbiano mai investito di insediare a Sibari la sede del
Municipio o di cambiar nome al proprio comune. Sibari, poi,
manca delle infrastrutture necessarie. E questo ben lo sanno
Corigliano e Rossano, che giocano con Sibari come il gatto col
topo>>. La chiosa finale è riservata all’ipotizzata benedizione
del vessillo sibarita nel Duomo rossanese. <<È evidente –
conclude Gagliardi – il tentativo di conseguire per questa via
la legittimazione di un’operazione altrimenti infondata.
Personalmente, sono certo che i vescovi sapranno ben valutare la
cosa e decidere con serenità e giustezza, senza rinunciare ad
essere, come il Papa ha ricordato nella sua ultima enciclica,
portatori del messaggio di speranza e di concordia universale>>.
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