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Venerdì 11 Gennaio 2008

Cassano – Gallo interviene sulle problematiche dei rifiuti campani e dice no ad un eventuale ritorno nelle nostre discariche. <<I rifiuti campani? Non li vogliamo. Abbiamo già dato>>.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 16.01.08  h. 20.00

<<I rifiuti campani? Non li vogliamo. Abbiamo già dato>>. A sentire il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, in città non troverà spazio la spazzatura campana che il governo regionale s’è detta pronta, per spirito solidaristico, ad accogliere in Calabria. E già Cassano trema, paventando possibili invasioni spazzaturali, come era stato nel 2006, quando solo le proteste, di piazza e di palazzo, costrinsero la Protezione Civile a revocare il provvedimento con cui era stato autorizzato lo stoccaggio nella discarica comunale di contrada Silva di 5.000 tonnellate di pattume partenopeo. <<Abbiamo già dato>>, ripete il primo cittadino cassanese, richiamando quei giorni ma pure riferendosi ai rifiuti che da mesi arrivano a contrada Silva dai comuni di San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Terranova, Civita, Firmo, San Basile e Frascineto. La buca lauropolitana li fa sparire nella sua pancia sotterranea da 60.000 metri cubi. Fino a quando sarà possibile andare avanti così? Rispondono i numeri: Cassano sforna, annualmente, 10.000 tonnellate di pattume, cui s’aggiungono le 7.000 provenienti d’oltre Eiano. Di questo passo, la buca esaurirà il suo ciclo nel 2010. Una previsione che potrebbe essere drasticamente ridotta in caso di nuovi conferimenti. Dell’eventualità, tuttavia, Gallo non vuol sentir neppure parlare. <<Con tutti i gravi problemi del quotidiano e le ristrettezze economiche in cui siamo costretti a muoverci>>, dice, <<non possiamo consentire che la situazione peggiori. E ciò pure per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che una volta esaurita la buca, dovremmo trasferire altrove, con il conseguente aggravio di spesa per l’ente e per i cittadini. Spero e mi auguro che in questa occasione, in chi è chiamato a decidere, prevalga il buon senso. Altrimenti ci opporremo con determinazione>>.
Intanto, però, il timore resta: la discarica di Cassano e quella rossanese di Bucita (che s’occupa di differenziata) sono le uniche attive nel territorio ionico cosentino. E se la Regione Calabria, per solidarietà istituzionale, dovesse indicare siti localizzati nella Calabria citra, difficilmente Cassano e Rossano potrebbero farla franca.
 

Gianpaolo Iacobini

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