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Il vento è poco, l’aeroporto troppo vicino. Meglio puntare,
allora, sulle più ventilate creste di Timpone san Nicola. Il
consiglio comunale ha scritto un’altra pagina della storia
dell’eolico made in Cassano. La vicinanza dello scalo aereo ai
siti originariamente prescelti, pare inizialmente mal calcolata,
e la presenza nella zona di un vento troppo leggero e per di più
discontinuo, come certificato dai primi rilievi anemometrici, ha
indotto i titolari d’una delle società convenzionate col Comune
ad attivare l’opzione per i colli di Timpone san Nicola, che
fanno da corona alla città ed al parco del Pollino. Una novità
rilevante che ha richiesto il pronunciamento del consiglio:
l’area in primis indicata come idonea sarebbe infatti
insufficiente ad ospitare l’intero parco. Inconveniente al quale
l’assemblea consiliare ha ovviato attraverso l’inserimento in
essa di ampie fette di terreni di proprietà municipale tuttavia
detenuti da privati. Sulla questione si sono ricostituiti gli
schieramenti ormai consueti in tema di eolico: favorevoli i
centristi, il gruppo misto e tre consiglieri del neonato Pd
(contrario invece il quarto, Pino Clausi), astenuti i Verdi ed
il Ps. Nel corso dei suoi lavori, l’assemblea consiliare ha poi
proceduto alla nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti.
Designati, in quota alla maggioranza, i commercialisti Maria
Mazza e Pasquale Spadafora (quest’ultimo cosentino) e, per la
minoranza, il ragioniere Vincenzo Zaccaro. A completare il
quadro, l’approvazione, con l’astensione del socialista
Fasanella e l’assenza di qualche esponente di maggioranza, del
piano particolareggiato relativo all’area sottostante l’ex
caserma dei Carabinieri. Nella zona, a rischio frana, si potrà
ora edificare. <<In realtà – precisa il Municipio – la zona in
questione è solo limitrofa a quella franosa. Per di più, il
provvedimento approvato è la presa d’atto delle prescrizioni
dettate dalla Regione>>.
Probabilmente, sarà davvero così. Ma forse così non la pensava
chi, tra le fila dello scudocrociato, al momento del voto ha
preferito uscire dall’aula per fumare una sigaretta. Misteri
della politica.
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