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Giovedì 24 Gennaio 2008

Sibari – Si trasforma in insolita rivolta fiscale la protesta di chi, a Marina di Sibari, contesta la legittimità dell’associazione “Consorzio Sibari città del mare”

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 27.01.08  h. 23.00


Le tasse vanno pagate. La volontà di pagare c’è, ma chi paga vuol farlo in favore del Municipio, o comunque seguendo le norme da questo imposte negli anni, disconoscendo dunque l’autorità del consorzio.
Si trasforma in insolita rivolta fiscale la protesta di chi, a Marina di Sibari, contesta la legittimità dell’associazione “Consorzio Sibari città del mare” a gestire le sorti della cittadella delle vacanze. La provocazione viene dal comitato popolare, coordinato dall’operatore turistico Tonino Cavallaro, composto da un centinaio di residenti artefici e sostenitori della campagna di disobbedienza che si prefigge il ritorno della gestione del villaggio nelle mani del Comune.
Il grido di battaglia è stato lanciato tramite internet, dal sito www.sibari.info, con l’appello agli utenti a far proprio l’esempio dell’ingegnere napoletano Eugenio Venere, che nei giorni scorsi, ritenendo esorbitanti le pretese avanzate dal “Sibari città del mare”, ha calcolato da sè le quote relative al canone del servizio idrico e fognario, trascurando le direttive dettate dall’associazione e procedendo al pagamento diretto al Municipio delle somme dovute ad altro titolo. Semplice il ragionamento seguito dall’ingegnoso professionista napoletano: pagare sì, ma il giusto e nelle mani (ritenute) giuste. Facili anche i conti: <<Per ciò che riguarda il servizio idrico integrato, è mancata una seria e corretta informativa. L’importo è stato allora da me calcolato sulla base dei miei pregressi tributi pagati al Comune. Alla media degli ultimi tre anni, ho aggiunto un aumento del 2%, che corrisponde all’incremento medio dello stesso triennio>>. Detto e fatto: al conteggio dell’importo presuntivamente dovuto, è seguito il versamento nelle casse associative, <<senza che ciò possa tuttavia costituire in alcun modo adesione all’associazione stessa, né condivisione del suo operato>>. Pagati invece direttamente al comune i tributi e le tariffe dovuti in materia di Tarsu e depurazione delle acque, come pure di raccolta differenziata dei rifiuti.
Opinabile la bontà della testi sostenuta, probabile il suo replicarsi. L’auspicio è espresso infatti dai critici del “Sibari città del mare”, che dopo aver richiesto nelle settimane passate l’intervento chiarificatore della magistratura, sono impegnati ad irrobustire la propria struttura organizzativa. Già pronto (ma non ancora approvato) lo statuto, si discute sull’ammontare della quota d’iscrizione, oscillante tra i 20 ed i 30 euro, comprensiva persino di assistenza legale. Oggetto di confronto è anche il nome del nascituro movimento, che potrebbe essere registrato all’anagrafe come Associazione di autotutela dei diritti degli utenti di Marina di Sibari (per gli amici, Adums). Obiettivo dichiarato: <<Disconoscere l’associazione “Consorzio Sibari città del mare”; considerare quale proprio ed unico interlocutore, per l’erogazione e la gestione di tutti i servizi, solo ed esclusivamente il Comune di Cassano; invitare e diffidare lo stesso Comune ad adempiere a quanto di sua pertinenza, e per l’effetto avocare a sè la gestione, l’amministrazione, e la manutenzione di tutti i servizi>>.
 

Gianpaolo Iacobini

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