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Le tasse vanno pagate. La volontà di pagare c’è, ma chi paga
vuol farlo in favore del Municipio, o comunque seguendo le norme
da questo imposte negli anni, disconoscendo dunque l’autorità
del consorzio.
Si trasforma in insolita rivolta fiscale la protesta di chi, a
Marina di Sibari, contesta la legittimità dell’associazione
“Consorzio Sibari città del mare” a gestire le sorti della
cittadella delle vacanze. La provocazione viene dal comitato
popolare, coordinato dall’operatore turistico Tonino Cavallaro,
composto da un centinaio di residenti artefici e sostenitori
della campagna di disobbedienza che si prefigge il ritorno della
gestione del villaggio nelle mani del Comune.
Il grido di battaglia è stato lanciato tramite internet, dal
sito www.sibari.info, con l’appello agli utenti a far proprio
l’esempio dell’ingegnere napoletano Eugenio Venere, che nei
giorni scorsi, ritenendo esorbitanti le pretese avanzate dal
“Sibari città del mare”, ha calcolato da sè le quote relative al
canone del servizio idrico e fognario, trascurando le direttive
dettate dall’associazione e procedendo al pagamento diretto al
Municipio delle somme dovute ad altro titolo. Semplice il
ragionamento seguito dall’ingegnoso professionista napoletano:
pagare sì, ma il giusto e nelle mani (ritenute) giuste. Facili
anche i conti: <<Per ciò che riguarda il servizio idrico
integrato, è mancata una seria e corretta informativa. L’importo
è stato allora da me calcolato sulla base dei miei pregressi
tributi pagati al Comune. Alla media degli ultimi tre anni, ho
aggiunto un aumento del 2%, che corrisponde all’incremento medio
dello stesso triennio>>. Detto e fatto: al conteggio
dell’importo presuntivamente dovuto, è seguito il versamento
nelle casse associative, <<senza che ciò possa tuttavia
costituire in alcun modo adesione all’associazione stessa, né
condivisione del suo operato>>. Pagati invece direttamente al
comune i tributi e le tariffe dovuti in materia di Tarsu e
depurazione delle acque, come pure di raccolta differenziata dei
rifiuti.
Opinabile la bontà della testi sostenuta, probabile il suo
replicarsi. L’auspicio è espresso infatti dai critici del
“Sibari città del mare”, che dopo aver richiesto nelle settimane
passate l’intervento chiarificatore della magistratura, sono
impegnati ad irrobustire la propria struttura organizzativa. Già
pronto (ma non ancora approvato) lo statuto, si discute
sull’ammontare della quota d’iscrizione, oscillante tra i 20 ed
i 30 euro, comprensiva persino di assistenza legale. Oggetto di
confronto è anche il nome del nascituro movimento, che potrebbe
essere registrato all’anagrafe come Associazione di autotutela
dei diritti degli utenti di Marina di Sibari (per gli amici,
Adums). Obiettivo dichiarato: <<Disconoscere l’associazione
“Consorzio Sibari città del mare”; considerare quale proprio ed
unico interlocutore, per l’erogazione e la gestione di tutti i
servizi, solo ed esclusivamente il Comune di Cassano; invitare e
diffidare lo stesso Comune ad adempiere a quanto di sua
pertinenza, e per l’effetto avocare a sè la gestione,
l’amministrazione, e la manutenzione di tutti i servizi>>.
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