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Venerdì 25 Gennaio 2008

Sibari – Laghi di Sibari ancora polemiche - Il Centro Commerciale al buio , senza corrente elettrica per mancato pagamento di bollette. Adesso indagano i Carabinieri.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 27.01.08  h. 23.00

Nessuno vuol pagare le bollette, ma senza energia elettrica non funzionano neppure le pompe di sollevamento. Ed il rischio è che i reflui fognari finiscano direttamente nelle darsene. Sulla vicenda indagano ora i Carabinieri.
Il contenzioso che separa le anime imprenditoriali e gestionali dei laghi di Sibari, ambedue di natura privata, col Comune relegato (volontariamente?) al ruolo di spettatore, pare la riproposizione di una delle tragicommedie andate in scena, nel corso degli anni, a Marina di Sibari. Identico il genere, diverso lo sfondo. Stavolta, infatti, la cornice dell’ennesimo paradosso tipicamente cassanese è il porto turistico. La storia comincia nel novembre 2006, quando l’associazione “Laghi di Sibari”, presieduta da Nunzio Masotina, decide di non accollarsi più le bollette dovute per l’energia elettrica del centro commerciale, ritenuto <<condominio privato>>. A stretto giro di posta, arriva la reazione dell’ex presidente dell’associazione, Manlio Stassi: <<E’ l’associazione che ha il dovere di provvedere, in forza dello statuto e d’una delibera, mai revocata, del 1995>>. Masotina replica disconoscendo ogni addebito. Nel frattempo, vanno in tilt anche le pompe di sollevamento della rete fognaria. A ripararle interviene il Municipio, ma azionando poteri sostitutivi con un’ordinanza che chiama in causa i presunti responsabili. Ovvero commercianti, imprenditori e residenti della zona. Tra essi la “Casa Bianca group”, società proprietaria dei Cantieri Nautici, che contesta l’assunto e tira in ballo l’associazione.
Tra una polemica e l’altra, s’arriva al 2008. Per le note vicende, il centro commerciale è al buio. Nei giorni scorsi, parte dei residenti del centro commerciale ha sporto querela contro l’associazione “Laghi di Sibari”. La quale, dal canto suo, avrebbe respinto ogni censura, preannunciando anch’essa iniziative legali. E mentre i litigi proseguono, sull’accaduto hanno ora avviato le loro indagini i Carabinieri della Tenenza di Cassano, impegnati a verificare l’esatta dinamica dei fatti e le correlate responsabilità. Ancor più gravi alla luce di un dato allarmante: le centraline di sollevamento continuano a funzionare a singhiozzo, ed il rischio più grande è che i reflui fognari possano debordare e finire nella rete di raccolta delle acque piovane, e per questa via direttamente nelle darsene.
 

Gianpaolo Iacobini

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