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Rinasce
in città Forza Italia. L’annuncio della resurrezione azzurra
arriva proprio nel giorno in cui Cassano terrà a battesimo
un’altra creatura berlusconiana, il circolo della libertà varato
dall’ex sindaco (e responsabile regionale enti locali di Fi)
Roberto Senise, il cui nome tuttavia neppure figura tra i
delegati all’assemblea forzista che ha dato vita ai nuovi
organismi direttivi del partito. Tante le sorprese, suggellate
dalla presenza del consigliere regionale Pino Gentile e del
coordinatore provinciale Sergio Bartoletti. Si comincia dal
vertice: coordinatore del partito, eletto all’unanimità, sarà
Tonino Fasanella, già segretario comunale a Cassano (ora in
servizio a Paola) e con alle spalle una lunga militanza tra le
fila del Partito socialista prima e, da ultimo, dei Ds. Al suo
fianco, un direttivo composto dal commissario uscente Francesco
Canonico e da forzisti doc: gli ex assessori Andrea Garofalo e
Mimmo Pinto, il già capogruppo consiliare (ma fino a poco tempo
coordinatore dei liberali) Pierluigi Pennini, gli ex consiglieri
Nicola Leone e Leonardo Cosenza; l’eminenza grigia del partito a
Sibari e dintorni, Alfredo Serrago, le new entries Giacinto
Ciappetta, Vincenzo Pricoli, Leonardo Cosenza, Mario Bellusci,
Armando Serrago e Maria Rosa Perri, fatina del gruppo. Tra i
commenti, di carattere generale quelli rilasciati da Gentile e
Bartoletti: <<Fi è impegnata nella costruzione di una grande
forza politica quale il Partito del Popolo della Libertà. Il
neogruppo dirigente avrà il compito di veicolare la fase di
transizione verso il nuovo soggetto politico, che non sarà
connotato da individualismi o pretestuosi leader senza consenso,
ma da una squadra che dovrà lavorare secondo le indicazioni che
perverranno da chi partecipa, da chi conosce i problemi e cerca
soluzioni>>. Nessun accenno, invece, agli altri temi pure di
rilevante attualità, ovvero i rapporti con la maggioranza
centrista che governa il Comune e quelli con il nascituro
circolo della libertà ed il suo anfitrione, Roberto Senise. Sul
primo punto, qualche neodirigente, a taccuino chiuso, fa sapere
che con l’Udc le relazioni saranno all’insegna della
collaborazione, senza rinunciare all’autonomia ed all’esercizio
del diritto di critica e di scelta. Sul secondo versante,
invece, la risposta ad ogni domanda è eloquente quanto scarna:
<<No comment>>.
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