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Le sue opinioni, anche quelle riguardanti la ricostituzione del
circolo forzista cassanese, di cui è stato a lungo indiscusso
punto di riferimento, l’ex sindaco le ha espresse davanti a
centinaia di persone, accorse ad affollare i saloni dell’aula
consiliare in occasione della nascita della prima cellula del
futuro Partito delle libertà. Un battesimo suggellato dal
messaggio augurale firmato Silvio Berlusconi e dalla presenza,
in carne e ossa, di padrini e madrine d’eccezione: dall’europarlamentare
Riccardo Ventre alla deputata Iole Santelli al consigliere
regionale Antonio Pizzini. <Ci candidiamo ad essere protagonisti
della vita di questa città>>, ha esordito Senise. <<Lavoreremo
per unire le forze e conseguire il riscatto di Pollino e
Sibaritide, dove negli anni si sono registrati continui scippi,
da ultimo ai danni delle ex aziende ospedaliere di Rossano e
Castrovillari e della stazione ferroviaria di Sibari>>. Nel
corso della serata, non sono mancati riferimenti ai cugini di
Forza Italia, che appena il giorno prima avevano proceduto alla
riorganizzazione del partito, eleggendo a loro coordinatore l’ex
diessino Tonino Fasanella. <<Quel congresso – accusa Senise, che
di Fi è responsabile regionale del settore enti locali – è
illegittimo. Coscienti della necessità di creare le basi per
l’unità delle varie anime di Fi, avevamo auspicato che
all’appuntamento congressuale fossero ammessi a partecipare, ai
sensi dello statuto, tutti gli iscritti, i simpatizzanti e gli
aderenti ai circoli vicini al partito. Non solo così non è
stato, ma si sono anche affidati incarichi direttivi a persone
neppure iscritte. Ed il tutto sotto l’occhio poco attento del
coordinatore provinciale Sergio Bartoletti, che ha avallato
queste illegittimità>>.
Insomma, l’approdo finale comune sarà pure il Partito delle
libertà, ma a Cassano tra Fi e la galassia dei circoli
brambillian-dellutriani non sembra correre buon sangue. E non è
escluso che a giudicare le contestazioni mosse in ordine alla
presunta, asserita illegittimità dell’assise congressuale
possano essere chiamati gli organi di garanzia del partito.
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