|
Ennesimo capitolo della lunga “querelle” su Marina di Sibari, i
militari dell’Arma a Palazzo di città per acquisire
documentazione. C’è intanto chi nel villaggio abusivamente
utilizzava l’energia elettrica pubblica per scopi privati.
Strutture turistiche della costa sibarita ancora nell’occhio del
ciclone, ora nuovamente sotto i riflettori della cronaca locale
la complessa vicenda di Marina di Sibari. Alla fine dopo le
polemiche e le denuncie di degrado ed abbandono diffuso ma anche
di profondo abusivismo ed illegalità, degli scorsi mesi e
settimane, la Procura della Repubblica di Castrovillari ha
deciso di vederci chiaro. Per questo motivo nelle scorse ore i
Carabinieri della Tenenza di Cassano allo Ionio hanno bussato
alle porte di Palazzo di Città al fine di visionare ed acquisire
tutta la documentazione utile a verificare la rispondenza dello
stato di fatto alle concessioni e permessi edilizi rilasciati
nel corso degli anni da Palazzo di città, ciò al fine di
individuare i possibili autori di presunti abusi edilizi e le
responsabilità di chi, nel tempo avrebbe dovuto garantire il
rispetto e l’osservanza della legge e che invece ha omesso di
fare. Infatti la Magistratura castrovillarese ipotizza che nel
villaggio turistico sibarita si siano consumati numerosi
illeciti di natura edilizia, ma non solo. “Del resto basta farsi
un giro a Marina - avverte qualcuno - per ammirare lo scempio
che taluno nel corso degli anni in spregio a tutti ed a tutto ha
inteso perpetrare”. Così le strade comunali sono
inspiegabilmente divenuti spazi privati, le piccole ville in
residence degni di grandi star, ed udite udite l’energia
elettrica pubblica abusivamente utilizzata dai privati. Gli
abusi non hanno risparmiato neanche la rete idrica, qui numerosi
sarebbero gli allacci abusivi. Una situazione di palese
illiceità che secondo stime precise, nel periodo estivo la rete
ogni giorno sarebbe stata illegittimamente privata di mille
metri cubi di acqua al giorno. Ma viepiù le indagine dei
Carabinieri riguarderebbero anche la regolarità di molti
contratti di locazione di immobili concessi a molti immigrati.
Infatti Marina di Sibari, specie nel periodo invernale è rifugio
preferito di extracomunitari, molti dei quali irregolari. E
taluni sfruttando questo nuovo business fitta le proprie
residenze in nero. La decisione di aprire un’inchiesta da parte
della Magistratura castrovillarese fa seguito anche all’ esposto
in procura di circa un centinaio di residenti-utenti contro il
Consorzio “Sibari città del Mare”, che dal giugno 2006 cura le
sorti della cittadella turistica. Gli utenti-residenti sul piede
di guerra ritengono che la campagna di adesioni lanciata dal
Consorzio del presidente Liborio Piscitelli sia viziata da
presunti raggiri. Da qui la richiesta alla Procura della
Repubblica di Castrovillari di indagare. La decisione di
rivolgersi alla Magistratura è l’ultimo atto di uno scontro in
atto tra da più tempo tra alcuni residenti e Consorzio “Sibari
città del Mare”. Sullo sfondo anche il conflitto mai risolto tra
Comune e società lottizzatrice. Un incertezza che ha favorito il
perpetrarsi di ogni genere di illegalità nel villaggio sibarita.
. Le polemiche dunque non si placano, lo scontro tra utenti e
Consorzio “Sibari città del Mare” si sposta nelle aule di
tribunale,nel frattempo Marina di Sibari continua il suo
inesorabile declino e di soluzioni all’intricata vicenda pare
non ve ne siano. Lo scontro tra residenti e Consorzio è
destinato a proseguire con una sola annotazione, però, la
stagione turistica si è da qualche mese concluso e di
villeggianti se ne sono visti davvero pochi, il rischio è che
anche l’estate 2008 registri lo stesso “trend”. Intanto la
politica cassanese va avanti in sterili polemiche di parte senza
che all’orizzonte vi siano idee chiare sul recupera della
morente Marina di Sibari. Alle indagini della Procura di
Castrovillari e dei Carabinieri di Cassano allao Ionio il
compito di fare chiarezze e soprattutto di riportare Marina di
Sibari alla legalità.
|