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La Clinica privata “Madonna delle Grazie” di Sibari da qualche
mese ha chiuso definitivamente i battenti, ma la vicenda
continua ogni giorno a far discutere. Decine di ex dipendenti
della struttura, infatti, hanno deciso di trascinare la vertenza
in Tribunale, impugnando il licenziamento. Cosicché già nei
prossimi giorni la battaglia legale contro i licenziamenti
“illegittimi” inizierà il formale, ma obbligatorio, tentativo di
conciliazione presso l’ispettorato provinciale di Cosenza.
Ultimo atto previsto dal codice di procedura civile prima che le
parti compaiono davanti al giudice del lavoro. Inoltre sulla
stessa Clinica Madonna delle Grazie è sotto la lente di
osservazione della Magistratura penale. Infatti le indagini sule
numerose irregolarità all’interno della struttura proseguono, la
Clinica dal luglio scorso è ancora sotto sequestro ed il
presidente della Clinalco Srl,proprietaria della stessa,
iscritto nel registro degli indagati per presunte violazioni
delle norme di sicurezza nei dispositivi elettrici. In tal
situazione di forte incertezza e di poca chiarezza, i
dipendenti, che ebbene ricordarlo sono da mesi con qualche
briciola di stipendio, a tornano in agitazione, in attesa che
qualcuno li aiuti. Nei prossimi giorni infatti in programma
nuove assemblee con il sindacato di base RdB per decidere il da
farsi. Storia questa di padri e madri di famiglia di Cassano,
disperati che tutt’un tratto si sono visti privati dell’unica
fonte di reddito, poiché chiariscono: “ Fuori da questa
struttura, non avremo e non abbiamo avuto in questi due mesi
nessun’altra opportunità di lavoro, visto che molti di noi sono
oramai attempati”. Già nel 2003 la Clinica aveva vissuto una
fase critica, anche in quel frangente alcuni sindacati, a parole
a sostegno dei lavoratori, nei fatti hanno dato la loro
benedizione ai licenziamenti di circa una decina di lavoratori.
Stavolta a finire a casa tutti i dipendenti. Tuttavia la vicenda
è tutt’altro che conclusa. Resta ancora l’amarezza di molti per
l’assoluta ambiguità e poca chiarezza della vicenda. “La
proprietà – denunciano – non si è fatta mai viva con i propri
lavoratori in tutti questi giorni ed i sindacati Cigl e Cisl nei
fatti non hanno fatto altro che assecondare le scelte della
stessa proprietà”.Intanto la politica cassanese sulla vicenda è
piombata in un’assordante silenzio. Gli unici a non essersi
rassegnati sono proprio gli ex lavoratori che chiedono giustizia
dopo mesi di illusioni e colossali prese in giro.
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