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Si inasprisce ancor di più la querelle all’interno del direttivo
dell’Associazione Laghi di Sibari. A replicare alle ultime
dichiarazioni di Nunzio Masotina, Presidente dell’Associazione,
ed apparse nei giorni scorsi sulla stampa, è il Consigliere
Anziano del Direttivo, Antonio Vuoto. “Finalmente -esordisce
Vuoto- il signor Masotina (e non il Direttivo di cui faccio
parte) ha rotto il silenzio! Silenzio rotto su che cosa ?
Sull’aria fritta condita dalla solita retorica e dell’arroganza
che contraddistinguono il guitto. Del resto il lupo perde il
pelo ma non il vizio. Il Presidente dell’Associazione, quindi,
avrebbe fatto meglio a rispondere sugli argomenti posti
all’attenzione dell’opinione pubblica da parte del sottoscritto
(e non solo)”.
“Per esempio –prosegue il consigliere anziano- ben oltre 7 anni
sono durate le sue menzogne sul possesso dei requisiti previsti
dallo Statuto Sociale per rivestire il ruolo di elettore
nell’Assemblea dell’Associazione e, dopo, per assumervi le
cariche sociali di Segretario e di Presidente. Cosa ci si può
aspettare da un Masotina che ha mentito così a lungo agli
associati e solo quando era già Presidente, per paura di perdere
la carica, è corso ai ripari andando a stipulare un atto di
proprietà che lo avrebbe legittimato, tuttavia, solo a
posteriori? E cosa dire di quello stesso personaggio che “si
riempie la bocca di legalità” nel mentre rifiuta di rilasciare
al sottoscritto Consigliere Anziano l’elenco degli emolumenti a
torto percepiti per anni dal Sodalizio nonostante una richiesta
scritta del 16 ottobre 2007 mai evasa nel timore di dovere
restituire quei quattrini agli associati?”
“Ma il signor Masotina - evidenzia Vuoto- avrebbe fatto meglio a
rompere il silenzio soprattutto sull’attuale situazione
economico-finanziaria dell’Associazione, siccome già richiesta
dal sottoscritto sin dal 23/10/07 e mai fornita al preciso scopo
di tenerla celata il più possibile, atteso che il sodalizio
versa in uno stato comatoso tale da non consentirgli neanche di
pagare bollette Enel di poche centinaia di euro relative ad
impianti che non funzionando provocano grave inquinamento
ambientale e allarme sanitario”.
“Non c’è alcuna conoscenza personale di situazioni di sofferenza
di aziende “a me ben note”. -replica ancora Vuoto- Sappiamo
invece, che vi sono aziende importanti che per il malgoverno del
Masotina hanno preferito recedere dall’Associazione facendo
venire meno cospicue quote associative, nonché innescando il
pericolo che se tale gesto sarà emulato, come tutto lascia
prevedere, vi sarà il progressivo dissolvimento
dell’Associazione stessa. Le altre mistificazioni della verità
contenute negli articoli apparsi l’8 gennaio scorso le
rispediamo al mittente essendo degne del personaggio che le ha
fornite”.
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