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“Allo
stato attuale nulla osterebbe alla costituzione del Comune
Autonomo di Sibari”. E’ quanto comunica in una nota, indirizzata
in particolare ai cittadini di Sibari, Vincenzo Antolino,
presidente dell’Associazione Rinascita per Sibari Comune
Autonomo. “Infatti, - sostiene Antolino- la funzione legislativa
in materia di istituzione di nuovi comuni e di circoscrizioni
comunali appartiene alle Regioni così come recita la nostra
Costituzione. Tale potestà legislativa, come recita l'articolo
117 della carta costituzionale, era ripartita o concorrente, nel
senso che allo stato era riservata la predeterminazione dei
principi fondamentali, mentre alle regioni spettava l'attuazione
degli stessi attraverso la legislazione di dettaglio. Sino ad
una certa epoca, quindi, e’ stato corretto attenersi al
principio che imponeva di non istituire comuni con popolazione
inferiore ai 10.000 abitanti, come contenuto nell'art.15 del
testo unico delle norme sugli enti locali, che riprende la norma
contenuta nell'articolo 11 dell'abrogata legge 142/90”. “Dal
2001, la riforma del titolo V^ della costituzione realizzatesi
con la legge costituzionale n.3/2001, - sottolinea il presidente
dell’Associazione- ha completamente rovesciato la prospettiva
istituzionale ampliando notevolmente l'autonomia legislativa
delle regioni. Pertanto, oggi, le leggi regionali in materia di
istituzione di nuovi comuni e di circoscrizioni comunali
rientrano nella potestà legislativa esclusiva, vincolata quindi,
solo al rispetto delle norme costituzionali e dell'ordinamento
comunitario. In sostanza, la normativa regionale
sull'istituzione di nuovi comuni non soggiace all'antico limite
dei 10 mila abitanti fissato con legge ordinaria, sicché sarebbe
ozioso soffermarsi ulteriormente sul computo dei residenti
dell'istituendo comune di Sibari. Quindi, leggi alla mano, il
comune di Sibari si può fare, è sarà fatto, se non vi saranno
ostacoli di natura politica. Dal punto di vista prettamente
legale, nulla osta che Sibari divenga il 156° comune della
provincia di Cosenza”. Maria Elvira Talarico
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