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Domenica  23 Giugno 2008

Cassano – Marina di Sibari, s’allontana il tempo della verità

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 30.06.08  h. 16.00

il Consiglio di Stato rinvia la definizione delle cause aventi ad oggetto il contenzioso che divide società lottizzatici e Comune sulla proprietà delle opere di urbanizzazione del villaggio turistico sibarita.
Neppure il 2008, dunque, sembra essere l’anno buono per acquisire finalmente qualche certezza giuridica sulle responsabilità del degrado in cui versa il villaggio turistico, da quarantasei mesi posto sotto sequestro giudiziario dalla Procura di Castrovillari per via del cattivo funzionamento di fogne e acquedotto, la cui titolarità da sempre lottizzatori e Municipio si rimpallano. Lo scorso maggio il Consiglio di Stato avrebbe dovuto pronunciarsi sulla questione con verdetto inappellabile, ma la discussione nel merito e l’emissione della correlata sentenza sono state rinviate a data da destinarsi.
Due, in particolare, i ricorsi sottoposti al vaglio dei giudici amministrativi: l’uno, promosso dalla “Intersibari srl”, l’altro avanzato dalla “Sifin srl”. Unico il provvedimento oggetto di censura: la sentenza con cui, nel 2004, la sezione catanzarese del Tar Calabria stabilì la legittimità delle ordinanze contigibili ed urgenti emanate da Palazzo di città per indurre i lottizzatori a prendersi cura delle opere di urbanizzazione. Atti sempre ritenuti infondati dalle società interessate, per le quali «da decenni, il Comune di Cassano ha l'esclusiva gestione e l'esclusivo possesso delle opere, percependone finanche tasse e tributi». Al riguardo, tuttavia, il Tar statuì che la titolarità di strade, fogne e rete idrica di Marina fosse da ricondursi in capo ai lottizzatori, <<non essendo mai stato stipulato un formale atto di trasferimento delle reti fognaria ed idrica tra i lottizzanti ed il Comune, adempimento che non può essere sostituito dalla mera consegna. Secondo quanto pure esposto, a causa delle innumerevoli alienazioni avvenute nell'ambito della originaria lottizzazione, il piano di lottizzazione appare stravolto da una serie di abusi perpetrati nel tempo, al punto che non appare più possibile il trasferimento in proprietà in capo all'Ente delle aree in questione nei termini dell'originaria convenzione, tanto che è in corso il procedimento di sanatoria dell'intero comparto>>. Avverso quella decisione, Intersibari e Sifin proposero tempestivo ricorso al Consiglio di Stato, vincendo il primo tempo della sfida ed ottenendo, nell’autunno del 2004, la concessione della chiesta sospensione degli effetti dell’impugnata sentenza. Successivamente, nel 2005, le parti avviarono una complicata trattativa, che portò al congelamento dell’iter giudiziario delle cause pendenti, in seguito riavviato e fissato, per la prosecuzione, alla fine del maggio appena trascorso.
Fine del racconto: la programmata udienza avrebbe dovuto concludersi con il pronunciamento sulla vicenda, ma ragioni tecniche, secondo quanto trapelato da Palazzo Spada, avrebbero suggerito un differimento: alla presenza dei procuratori delle parti (gli avvocati Raffaele Mirigliani per il Comune e Beniamino Caravita per le appellanti), dopo aver preso atto dell’intervenuto fallimento di una delle due società sibarite, la “Intersibari srl”, il collegio giudicante (presieduto da Raffaele Iannotta) avrebbe rinviato la trattazione di ambedue i procedimenti, tra loro connessi per evidenti ragioni di carattere oggettivo, al momento della riassunzione della lite da parte della società succeduta alla scomparsa “Intersibari”.
Se ne riparlerà dunque nei prossimi mesi. E per un'altra estate ancora, Marina di Sibari resterà orfana di quella verità da lungo tempo attesa ed invano, fin qui, cercata.

 

Gianpaolo Iacobini

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