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Finalmente, dunque, una buona notizia nella storia infinita
degli scarti di lavorazione del ciclo industriale dell’ex
Pertusola sud di Crotone: avrebbero dovuto essere stoccati nelle
discariche controllate della Sardegna e invece, a metà degli
anni Novanta, erano finiti nei campi della Sibaritide, veleni
nascosti tra le colture ed i pascoli. La lieta novella viene dal
municipio, cui lo scorso aprile la Regione ha demandato il
compito di procedere alla bonifica: la progettazione per la
pulizia dei siti contaminati, affidata al geometra Franco
Sarubbo, sarà esaminata dalla giunta municipale in una delle sue
prossime riunioni, prima della pausa estiva. Seguirà la
predisposizione del bando di gara per lo smaltimento.
Quel che succederà è già scritto nero su bianco: con i quattro
milioni di euro disponibili, si procederà alla <<messa in
sicurezza di emergenza delle discariche presenti a Cassano e di
quella che insiste a Cerchiara, tutte segnate dalla presenza,
complessivamente pari ad oltre 40.000 metri cubi, di ferriti di
zinco. Le misure previste prevedono la rimozione e lo
smaltimento dei rifiuti presso idonea discarica autorizzata. Le
attività programmate verranno gestite dal Comune di Cassano, in
coordinamento con la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza,
le istituzioni sanitarie e il Ministero dell’ambiente>>.
Fare bene, ma soprattutto fare in fretta: questo l’obiettivo
dichiarato, anche perché, secondo il ministero della sanità,
<<nelle discariche localizzate sono ammassate, senza
precauzione, centinaia di tonnellate di ferriti, che
rappresentano un pericolo per la dispersione delle particelle
per mezzo del vento e per l'inquinamento prodotto al terreno ed
alle falde acquifere: il dislavamento ad opera degli agenti
naturali può portare a disperdere nel sottosuolo quote rilevanti
di elementi tossici>>. Dettagli: a Cerchiara, in località
Capraro, gli accertamenti hanno interessato una superficie di
5.000 metri quadrati, segnata da <<altissima concentrazione di
metalli pesanti e zinco>>. A Cassano hanno invece riguardato
contrada Pantano Rotondo, <<immune da contaminazioni>>; contrada
Prainetta, con <<un’elevata concentrazione di metalli pesanti>>,
ed un lembo di contrada Tre Ponti, caratterizzata <<da
un’impressionante concentrazione di arsenico e zinco>>.
Una volta individuate, le ferriti sono rimaste al loro posto per
tredici anni. Adesso sembra avvicinarsi l’ora della bonifica.
Finalmente.
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