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Queste le basi d’una possibile ma ancora non certa intesa tra il
Comune ed il Comitato di autotutela dei residenti di Marina di
Sibari (al quale aderiscono più d’un centinaio di piccoli
proprietari), che da un paio d’anni contesta le modalità
d’azione e gli stessi poteri dall’ente conferiti
all’associazione-consorzio “Sibari città del mare”, cui dal
maggio 2006 è demandata la gestione della cittadella delle
vacanze.
Della questione s’è discusso ieri in Municipio tra una pattuglia
di amministratori comunali, capeggiata dal sindaco Gianluca
Gallo, ed una delegazione del Comitato, guidata
dall’imprenditore turistico Tonino Cavallaro. Al centro del
confronto, il consorzio come strumento di gestione di Marina.
Secondo Palazzo di città, una scelta obbligata. Di diverso e
contrario avviso gli ospiti.
Posizioni distanti, che potrebbero tuttavia fondersi in sintesi.
<<Il Comune – spiega Cavallaro – si è detto pronto ad accogliere
alcuni suggerimenti per noi rilevanti. Tra questi, anzitutto,
una maggiore democraticità: ad agosto si eleggerà il cda del
“Sibari città del mare”. Auspichiamo che ciò avvenga nella
massima trasparenza, e nella consapevolezza della necessità di
modificare, in via prioritaria, lo statuto>>. Secondo punto: il
monitoraggio dei bilanci associativi a cura del Comune. <<Per
appurare>>, aggiunge Cavallaro, <<quanto sia stato esattamente
investito per il rilancio del villaggio. Tale certificazione
dovrà poi essere resa nota a tutti gli utenti>>. Una
rivoluzione? Piuttosto, <<un contributo al miglioramento della
situazione attuale>>, afferma dal canto suo il sindaco Gallo,
per il quale <<le richieste discusse, condivise dal Comune, ben
si coniugano con la disponibilità già offerta dal consorzio>>.
Per capire se la tregua sarà davvero siglata, non resta che
attendere il pronunciamento dei soci del comitato sulla
piattaforma programmatica approntata e già sottoposta a
valutazione e votazione.
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