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Domenica 29 Giugno 2008

Sibari –  Una legge per far grande Sibari e l’intera Magna Graecia.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 01.07.08  h. 16.00


Se ne è reso promotore il senatore Rosario Costa, eletto in Puglia tra le fila del Pdl. Il provvedimento che reca la firma del parlamentare pugliese ricalca le orme di analogo atto avanzato, nella passata legislatura, da una folta pattuglia di deputati meridionali. Allora, l’iniziativa si arenò sugli scogli dello scioglimento anticipato delle Camere. Adesso si riparte da zero, con rinnovata speranza: in particolare, per quel che riguarda Sibari, dove dal 1996 è attivo anche un museo archeologico di livello nazionale che raccoglie tra le sue teche diversi ed importanti reperti (su tutti, l’effigie del toro cozzante), gli scavi fin qui effettuati hanno riportato alla luce i resti della città romana di Copia, costruita a partire dal 192 a. C. sulle vestigia delle due precedenti città sibarite: Sybaris, distrutta dai crotoniati nel 510 a. C., e Thourioi, edificata nel 444 a. C. dagli ateniesi, sulla base degli schemi progettuali elaborati da Ippodamo di Mileto. Un patrimonio che potrebbe ricevere ora nuovo impulso dalla virtuale rinascita ex lege della gloriosa Magna Graecia.
La proposta legislativa targata Costa si prefigge infatti <<di orientare la destinazione di risorse dell’Unione europea e del governo centrale alle regioni del Mezzogiorno>>. A tal fine, <<si prevede anzitutto l’individuazione geografica dei territori ricompresi, per ciascuna regione, nella denominazione “area della Magna Graecia” (in provincia di Cosenza, oltre a Sibari, anche Amantea, Castiglione di Paludi, Amendolara, e Belvedere, ndc)>>. Con riferimento ad essi, si stabiliscono <<azioni finalizzate al recupero degli edifici di interesse storico, artistico e ambientale; alla valorizzazione delle zone archeologiche; al sostegno delle attività museale, di studio, informazione e comunicazione; alla realizzazione di interventi di indagine, conservazione, messa in sicurezza e incremento dell’accessibilità alla pubblica fruizione dei beni di interesse storico, artistico o ambientale; al finanziamento, in concorso con i comuni e le regioni interessate, dei programmi di formazione ed impiego della forza lavoro locale, con particolare riguardo ai lavoratori precari>>. Per la realizzazione degli interventi individuati, si suggerisce infine l’istituzione di uno speciale fondo, con una dotazione annua di almeno 15 milioni di euro, da investire poi attraverso la stipula di appositi accordi di programma-quadro da stipularsi con le Regioni e gli enti locali.
Il disegno di legge pro Magna Graecia, già annunciato in Aula, è stato assegnato per l’esame di merito, il 25 giugno scorso, alla Commissione beni culturali del Senato.
 

Gianpaolo Iacobini

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