|
Se ne è reso promotore il senatore Rosario Costa, eletto in
Puglia tra le fila del Pdl. Il provvedimento che reca la firma
del parlamentare pugliese ricalca le orme di analogo atto
avanzato, nella passata legislatura, da una folta pattuglia di
deputati meridionali. Allora, l’iniziativa si arenò sugli scogli
dello scioglimento anticipato delle Camere. Adesso si riparte da
zero, con rinnovata speranza: in particolare, per quel che
riguarda Sibari, dove dal 1996 è attivo anche un museo
archeologico di livello nazionale che raccoglie tra le sue teche
diversi ed importanti reperti (su tutti, l’effigie del toro
cozzante), gli scavi fin qui effettuati hanno riportato alla
luce i resti della città romana di Copia, costruita a partire
dal 192 a. C. sulle vestigia delle due precedenti città
sibarite: Sybaris, distrutta dai crotoniati nel 510 a. C., e
Thourioi, edificata nel 444 a. C. dagli ateniesi, sulla base
degli schemi progettuali elaborati da Ippodamo di Mileto. Un
patrimonio che potrebbe ricevere ora nuovo impulso dalla
virtuale rinascita ex lege della gloriosa Magna Graecia.
La proposta legislativa targata Costa si prefigge infatti <<di
orientare la destinazione di risorse dell’Unione europea e del
governo centrale alle regioni del Mezzogiorno>>. A tal fine,
<<si prevede anzitutto l’individuazione geografica dei territori
ricompresi, per ciascuna regione, nella denominazione “area
della Magna Graecia” (in provincia di Cosenza, oltre a Sibari,
anche Amantea, Castiglione di Paludi, Amendolara, e Belvedere,
ndc)>>. Con riferimento ad essi, si stabiliscono <<azioni
finalizzate al recupero degli edifici di interesse storico,
artistico e ambientale; alla valorizzazione delle zone
archeologiche; al sostegno delle attività museale, di studio,
informazione e comunicazione; alla realizzazione di interventi
di indagine, conservazione, messa in sicurezza e incremento
dell’accessibilità alla pubblica fruizione dei beni di interesse
storico, artistico o ambientale; al finanziamento, in concorso
con i comuni e le regioni interessate, dei programmi di
formazione ed impiego della forza lavoro locale, con particolare
riguardo ai lavoratori precari>>. Per la realizzazione degli
interventi individuati, si suggerisce infine l’istituzione di
uno speciale fondo, con una dotazione annua di almeno 15 milioni
di euro, da investire poi attraverso la stipula di appositi
accordi di programma-quadro da stipularsi con le Regioni e gli
enti locali.
Il disegno di legge pro Magna Graecia, già annunciato in Aula, è
stato assegnato per l’esame di merito, il 25 giugno scorso, alla
Commissione beni culturali del Senato.
|