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Martedì 24 Giugno 2008

Cassano - Caporalato in campagna, vittime i braccianti La Flai-Cgil del Pollino e della Sibaritide denuncia lo sfruttamento dei lavoratori agricoli
La problematica è maggiormente sentita nella zona tra Cammarata e Sibari

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.06.08  h. 7.00


C’è una storia del Sud che è stata raccontata tante volte, eppure non appare, resta invisibile come rimossa dalla coscienza nazionale. E’ la storia del caporalato nelle campagne, una storia di soprusi ma anche di denunce. Una forma di lavoro arcaico, come la legge dei servi della gleba, forse l’ultima schiavitù raccontata da Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato ad Eboli. La denuncia stavolta arriva dalla segreteria Flai Cigl comprensoriale del Pollino e della Sibaritide e del Tirreno. “«Sembra essersi diffusa una particolare “specie animale” fra le maggiori aziende agricole della piana di Sibari e Cammarata –scrive il Sindacato – ovvero quella del dirigente vessatore, o meglio caporale Fra le coltivazioni e in mezzo ai frutteti, mentre il capo coltivatore e il dirigente normale organizza il lavoro mantenendo un clima di rispetto cercando di coniugare le esigenze produttive con le dure condizioni di lavoro, sotto il sole e alle intemperie, dei braccianti agricoli, il vessatore preferisce ingegnarsi, spesso riuscendoci, ad escogitare metodi per complicare la vita ai lavoratori, e di conseguenza alle aziende, creando inutili tensioni e contrasti, che certo non favoriscono ne stimolano la produttività. Di certo, il vessatore – continua la Flai Cgil - con i suoi comportamenti, stimola invece la conflittualità, alla ricerca piuttosto, anziché della tranquilla collaborazione fra lavoratori, lavoratori e aziende, aziende e sindacati, dell’affermazione di se stessi a spese della dignità dei lavoratori. Non è casuale che dai lavoratori, più o meno consapevolmente, il essatore” viene denominato “caporale”, non tenente, capitano o maresciallo, ma “caporale”, cioè poca cosa o qualcosa di peggio? Sarà il caso che fra gli imprenditori, pur avveduti, delle più importanti aziende agricole della piana, maturi in fretta la consapevolezza che il vessatore, in definitiva, non è utile al conseguimento dei loro piani produttivi, visto che capo coltivatori e dirigenti normali, come risulta evidente, riescono a determinare migliori risultati con minore conflittualità, in fin dei conti con minori costi. In ogni caso, tengano ben presente le aziende che questa organizzazione sindacale è determinata a tutelare e preservare diritti e dignità dei lavoratori con tutti i mezzi a disposizione –conclude il sindacato. Le recenti normative sulla flessibilità pare che abbiano dato al fenomeno un nome, oggi si scrive "staff leasing", e si legge "caporalato". In effetti il caporale, come nel librofilm di Levi, appalta manodopera, la sceglie nelle piazze, con la discrezionalità che si scarica sulle donne e che è già violenza psicologica nel momento della scelta poi“ ….ti sfruttano, ti molestano, ti violentano in silenzio. Una pratica che si consuma anche nelle campagne di Sibari e Cammarata, soprattutto ai danni di extracomunitari. Un fenomeno che già da tempo si conosce, ma si fa finta di non vedere Ne viene fuori un pezzo di storia del mondo del lavoro agricolo sibarita, dove, a fatica, si individua un ruolo dello Stato e dove la lotta per la legalità deve fare i conti contro un vero e proprio sistema antistatale, che crea una economia sommersa ed alternativa che frena lo sviluppo».

 

Pasquale Golia

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