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Domenica 29 Giugno 2008

Cassano - L’intero complesso di aree naturali sotteranee può nuovamente essere visitato -Grotte di S. Angelo riaperte al pubblico

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 30.06.08  h. 16.00

Nella viscere del monte San Marco di Cassano Allo Ionio si snoda uno dei complessi carsici più importanti di tutto il meridione, le Grotte di S’Angelo. Questo grazie alle sue infinite gallerie, che tagliano la roccia nella parte settentrionale della città e dopo mezzo chilometro si uniscono alle Grotte di Follea. Si tratta di grotte che furono abitate dall’uomo primitivo durante tutto il periodo di civiltà litica (90.000 – 4.000 a.C.) e che tuttora conservano vaste ed importanti documentazioni della sua permanenza, che si spinse fino ad epoca storica recente. Tra il 1962 ed il 1963 sono stati ritrovati da S. Tinè ( Università di Genova) numerosi frammenti di oggetti quotidiani in ceramica. Nella grotta superiore di Sant'Angelo (strato IV) furono recuperate ceramiche bicromiche e tricromiche; in questo strato vi sono anche strumenti in ossidiana che testimoniano i contatti con le isole Eolie, oggetti in osso e alcune macine e pestelli in roccia basaltica ed in arenaria. Da qualche settimana il complesso delle Grotte di Sant’Angelo ha riaperto ai visitatori con notevole successo. Queste grotte finora erano state solo parzialmente esplorate e soltanto nella loro sezione iniziale. Le grotte di Sant’Angelo regalano straordinari giochi cromatici, nonché interessanti sorprese, non solo dal punto di vista esplorativo, quanto per la varietà dei fenomeni che si possono riscontrare grazie alle campagne di scavi condotte, a più riprese, tra il 1978 ed il 1983, dal gruppo speleologico “ E. Boegan” di Trieste, recentemente riprese dal gruppo speleologico dello “Sparviere”, di Alessandria del Carretto. Gli oggetti preistorici ritrovati in queste grotte sono attualmente esposti nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Un vero e proprio tesoro non ancora però correttamente valorizzato, poiché da decenni oramai la stradina di collegamento alle stessa è poco più che ridotta ad una mulattiera. Un limite vistoso allo sviluppo ed ad una corretta fruizione di un patrimonio naturale di grandissimo valore.

 

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