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Nella
viscere del monte San Marco di Cassano Allo Ionio si snoda uno
dei complessi carsici più importanti di tutto il meridione, le
Grotte di S’Angelo. Questo grazie alle sue infinite gallerie,
che tagliano la roccia nella parte settentrionale della città e
dopo mezzo chilometro si uniscono alle Grotte di Follea. Si
tratta di grotte che furono abitate dall’uomo primitivo durante
tutto il periodo di civiltà litica (90.000 – 4.000 a.C.) e che
tuttora conservano vaste ed importanti documentazioni della sua
permanenza, che si spinse fino ad epoca storica recente. Tra il
1962 ed il 1963 sono stati ritrovati da S. Tinè ( Università di
Genova) numerosi frammenti di oggetti quotidiani in ceramica.
Nella grotta superiore di Sant'Angelo (strato IV) furono
recuperate ceramiche bicromiche e tricromiche; in questo strato
vi sono anche strumenti in ossidiana che testimoniano i contatti
con le isole Eolie, oggetti in osso e alcune macine e pestelli
in roccia basaltica ed in arenaria. Da qualche settimana il
complesso delle Grotte di Sant’Angelo ha riaperto ai visitatori
con notevole successo. Queste grotte finora erano state solo
parzialmente esplorate e soltanto nella loro sezione iniziale.
Le grotte di Sant’Angelo regalano straordinari giochi cromatici,
nonché interessanti sorprese, non solo dal punto di vista
esplorativo, quanto per la varietà dei fenomeni che si possono
riscontrare grazie alle campagne di scavi condotte, a più
riprese, tra il 1978 ed il 1983, dal gruppo speleologico “ E.
Boegan” di Trieste, recentemente riprese dal gruppo speleologico
dello “Sparviere”, di Alessandria del Carretto. Gli oggetti
preistorici ritrovati in queste grotte sono attualmente esposti
nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Un vero e proprio
tesoro non ancora però correttamente valorizzato, poiché da
decenni oramai la stradina di collegamento alle stessa è poco
più che ridotta ad una mulattiera. Un limite vistoso allo
sviluppo ed ad una corretta fruizione di un patrimonio naturale
di grandissimo valore.
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