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Un vasto incendio tra il
pomeriggio di sabato e la mattina di ieri ha incenerito un’
ampia porzione di territorio ricompreso nella zona di Pantano
Rotondo, tra Lauropoli e Sibari. Le fiamme si sono sviluppate
rapidamente, favorite anche dal caldo di questi ultimi giorni
nell’intera sibaritide. Così il rogo si è velocemente propagato
tra le sterpaglie ed i campi di grano circostanti. Cosicché sono
andati in fumo mesi e mesi di lavoro di alcuni poveri
agricoltori. Nella zona anche qualche abitazione di campagna che
comunque non sono state toccate dal vasto incendio. Nel tardo
pomeriggio comunque il rogo è stato domato grazie anche
all’intervento degli stessi proprietari terrieri. Restano come
detto decine di ettari di terreno andati in fumo e notevoli
danni arrecati ai proprietari dei campi di grano completamente
distrutti. Gli incendi, purtroppo, in quest’ultimo mese si sono
moltiplicati. Le lingue di fuoco intanto continuano a divorare
il territorio dell’Alto Ionio. Ad inizio estate il bollettino
parla già di ettari di macchia mediterranea distrutta non solo a
Cassano, ma anche nella Pineta di Villapiana, Frascineto,
Alessandria. Attimi di paura poi lo scorso venerdì notte anche
in pieno centro abitato di Lauropoli. Infatti le fiamme hanno
invaso dapprima le sterpaglie e poi un capanna none in una
fattoria in zona nord del centro lauropoletano. Sul posto, che
dista solo pochi metri da un popoloso quartiere, sono giunte due
squadre dei vigili del fuoco di Castrovillari che hanno dovuto
faticare quasi tutta la notte per avere ragione delle fiamme che
rischiavano di minacciare anche il caseggiato laddove vivono i
proprietari. Fortunatamente i danni sono stati circoscritti solo
al capannone interessato dal luogo, ma senza l’intervento degli
stessi proprietari che hanno cercato da subito di limitare le
fiamme, le cose sarebbero potute andare diversamente. Intanto
sull’intero Ionio il caldo ha dato tregue e si spera che anche
gli incendi possano non più turbare il sonno dei residenti.
Anche se in molti casi le temperature elevate non sono state le
sole cause dei roghi, per arginare un fenomeno che rischia di
divenire anche quest’anno un’emergenza occorre un’adeguata opera
di prevenzione contro gli incendi e di monitoraggio dell’intero
territorio. Da queste parti, infatti, qualcuno si diverte a
creare il panico. |