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Spiagge pubbliche sempre più abbandonate sul litorale jonico del
cassanese. I pochi tratti di spiaggia aperta al libero accesso
spesso si trasformano in ricettacolo di immondizia, spesso
inaccessibili, luogo di immensi pericoli. Il Comune, che sulla
carta dovrebbe ripulirle e garantire il libero accesso alle
stesse a tutti, fa finta di nulla, ed intanto proliferano le
concessioni di spiagge ai privati che impiantano sulla costa
stabilimenti balneari a macchia di leopardo. Ebbene circa l’85%
della spiaggia sibarita è a pagamento. Proprio così l’estate
2008 a Cassano allo Ionio sarà ricordata come l’anno in cui
quasi tutto il litorale sibarita è terra, si fa per dire, di
privati che per una giornata di mare incassano i loro dieci euro
e più a famiglia. Quasi un nuovo business che si ripercuote
sulle famiglie. Qui si trovano tutti i confort del caso, ma una
famiglia in media per dieci giorni di mare arriva a spendere 100
euro solo per poter accedere alla spiaggia, tralasciando poi
eventuali altri servizi per la gioia dei gestori degli
stabilimenti. A denunciare la situazione in cui versano le
spiagge pubbliche è la neo-associazione “Pace Ascolto e
Solidarietà” di Cassano Ionio, “nata soprattutto per tutelare e
dare voce a chi voce non ha – spiegano in una nota – dopo
essersi presentata con il convegno “Alcolismo e giovani binomio
allarmante” vuole evidenziare tramite il suo portavoce il
presidente Biagio Galizia, che anche quest’anno la spiaggia
pubblica è inadeguata e abbandonata a se stessa. Nonostante il
piano spiaggia non sia cambiata lo spazio pubblico è diminuito a
vista d’occhio, le docce sono inadeguate, e soprattutto mancano
passerelle per far accedere chi è disabile in spiaggia, cosa già
sottolineata lo scorso anno.
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