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Della prevenzione dei tumori e nella fattispecie del carcinoma
al collo dell’utero, se ne parla oggi pomeriggio presso la
struttura ospedaliera di via Ponte nuovo di Cassano nel corso di
un simposio medico organizzato dall’Unità operativa del
Laboratorio Analisi d’intesa con l’Azienda Sanitaria Provinciale
di Cosenza e col patrocinio di una nota casa farmaceutica.
Presenti all’iniziativa scientifica i vertici dell’ASP
provinciale con in testa il Direttore Generale dott. Franco
Petramala e il Direttore Sanitario della stessa Azienda dott.
Antonello Scalzo. I lavori, moderati dal dr. Luciano Corrado,
responsabile del Laboratorio Analisi, si incentreranno sulle
relazioni di Nicola D’Angelo, Rossella Marzullo, è destinata
agli operatori sanitari, in particolare ai ginecologi, ai medici
di base e soprattutto agli operatori dei consultori familiari.
Riconosciuto dunque al laboratorio di analisi dell’ospedale di
Cassano, l’unico dell’ASP ad eseguire la ricerca dell’HPV con
tecnica di biologia molecolare un importante ruolo nella
prevenzione dei tumori. Brilla quindi nel datato presidio
sanitario di via Ponte Nuovo, da sempre mortificato e che
sicuramente meriterebbe miglior sorte e attenzione, almeno
nell’erogazione dei servizi di base non sempre efficenti ed
adeguati alle esigenze delle popolazioni locali, questa
struttura che a partrire dai prossimi giorni, con l’avvio della
campagna di vaccinazione obbligatoria contro il papilloma virus,
sarà il centro di riferimento per la ricerca e la tipizzazione
di questo virus il quale oggi è riconosciuto come il
responsabile principale dello sviluppo delle modificazioni
cellulari del cancro della cervice uterina. “ Scoprire sul
nascere questo cambiamenti, ci dice il coordinatore dell’unità
operativa del laboratorio di Cassano, dott. Luciano Corrado,
significa prevenire in tempo debito lo sviluppo di tale virus
che si trasmette principalmente per via sessuale ed oltre l’80%
delle donne sono portatrici di uno o più genotipi di HPV nel
corso della loro vita; la persistenza dell’infezione, aggiunge
Corrado, aumenta il relativo rischio di sviluppo del cancro
dell’utero di oltre 300 volte”. Il test, per accertare la
presenza o meno del virus con tecniche di biologia molecare, si
potrà dunque eseguire gratuitamente, previo presentazione di
ricetta medica. “ Con questi test, ci spiega ancora il dott.
Corrado, potrà essere salvata la vita di un alto numero di
donne. Ogni anno, ricorda, vengono segnalati 3700 nuovi casi con
oltre, purtroppo, 1500 decessi”. Il riconoscimento da parte
dell’Azienda Sanitaria Provinciale alla qualificata e attrezzata
struttura sanitaria cassanese, viene stigmatizzato anche dalla
politica nostrana e per essa dal consigliere comunale Stefano
Petrosino che plaude all’impegno della dirigenza del laboratorio
e della nuova Azienda Sanitaria Provinciale che guarda con
interesse alle strutture periferiche. Con questo spirito, chiosa
il consigliere comunale Ptrosino, guardiamo con fiducia anche ad
una discussione serie e articolata sul ruolo che dovrà avere in
futuro l’Hospice di Cassano, l’unico centro regionale per le
malattie palliative e per la terapia del dolore”.
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