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I
soldi arrivano da Roma, per effetto del decreto milleproroghe
che, nelle settimane passate, aveva offerto lo strumento utile a
schiudere a Cassano le porte del risanamento della crisi
finanziaria che attanaglia il Comune da quindici anni. La
notizia, racchiusa in un decreto firmato dal ministro (d’origini
cassanesi) Linda Lanzillotta, è stata ufficializzata ieri sera
dal sindaco Gianluca Gallo, durante un’intervista rilasciata ad
un’emittente televisiva locale. Nelle sue parole, la
ricostruzione d’un percorso avviato sul finire dello scorso
anno, ma preparato passo dopo passo nell’ultimo triennio, dopo
il reinsediamento in Comune della commissione straordinaria di
liquidazione e la riapertura del dissesto stesso.
La storia recente dei fatti comincia il 31 dicembre 2007, quando
il Senato approva l’arcinoto decreto milleproroghe. La buona
novella si nasconde nell’articolo 40, il cui quarto comma
statuisce che <<per consentire il definitivo risanamento degli
enti che si sono avvalsi della procedura straordinaria di cui al
testo unico degli enti locali è disposta l’erogazione di 10
milioni di euro. Le somme sono assegnate all’organo
straordinario di liquidazione e ripartite proporzionalmente alla
differenza fra la massa passiva e la massa attiva>>. La
primavera è decisiva per sciogliere i nodi relativi
all’assegnazione delle risorse disponibili: insieme a Cassano, a
ricevere le somme a disposizione si candidano Ischia, Alì, e
Caulonia. Quando arriva il momento delle verifiche, ci si
accorge che Ischia non presenta i requisiti richiesti dal testo
unico, mentre Caulonia ha già chiuso il suo dissesto. Restano
così in lizza Cassano ed Alì, la quale avanza richiesta
(accolta) di un finanziamento di 800.000 euro. Il grosso finisce
invece in riva allo Ionio cosentino, con grande soddisfazione
del primo cittadino. <<Il risultato ottenuto passo dopo passo,
con costanza e tenacia ed una proficua concertazione
istituzionale – dichiara sorridente – è storico e significativo.
Ringraziamo il ministro Lanzillotta per l’impegno profuso.
Possiamo affermare con certezza che, nel giro di pochi mesi, il
dissesto sarà archiviato. Altri ci avevano provato, noi ci siamo
riusciti>>.
Le provvidenze romane finiranno alla commissione straordinaria
di liquidazione, che dopo aver approvato il piano di riparto,
scriverà la fine della storia infinita, col pagamento dei
creditori del Comune, finalmente rimesso in condizione di poter
liberamente progettare il proprio futuro.
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