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È quanto ha sentenziato nei giorni scorsi il Tribunale Civile di
Castrovillari. Il giudice Francesco Bruno ha infatti accolto
l’appello presentato dal Comune di Cassano (difeso dall’avvocato
Francesco Lombardi) avverso una sentenza con cui, nel 2005, il
giudice di pace della città delle terme aveva condannato l’ente
al risarcimento dei danni subiti da un’automobilista che, con la
sua auto, era rovinato in una grossa buca lungo via Salicette.
Riformando il provvedimento oggetto di censure ed annullando la
condanna a carico del Comune, il Tribunale ha così mostrato di
ritenere fondate ed attendibili le tesi da questi addotte,
secondo le quali le opere di urbanizzazione della cittadella
delle vacanze non sarebbero mai state formalmente cedute dai
lottizzatori al Municipio.
La pronuncia, l’ultima in ordine di tempo sulla materia, va ad
inserirsi in un variegato ed a tratti contraddittorio quadro
giuridico, cui fa da cornice l’ancor oggi irrisolto contenzioso
tra lottizzatori e Municipio, che da oltre un ventennio si
rimpallano la proprietà di strade, acquedotti, fognature. Già in
altre occasioni la magistratura ordinaria aveva ricondotto la
titolarità delle opere in capo alle società lottizzatici. Lo
stesso aveva fatto anche la sezione catanzarese del Tar
Calabria, ma successivamente il Consiglio di Stato aveva
congelato l’efficacia delle sentenze amministrative di primo
grado, rinviando ogni decisione alla fase di merito, fin qui mai
celebrata su richiesta delle parti, impegnate in un difficile
tentativo di bonario componimento degli interessi oggetto di
contesa.
Nell’attesa che la partita si chiuda, un dubbio sorge spontaneo:
se le opere d’urbanizzazione dovessero davvero risultare di
proprietà dei lottizzatori, su quali beni potrebbe
legittimamente esercitare la sua competenza l’associazione
“Consorzio Sibari città del mare”, nata a seguito di convenzione
siglata con Palazzo di città?
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