bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone

Lunedì 26 Maggio 2008

Cassano – Lo sciopero della trasfusione, per richiamare l’attenzione della Regione sulle ragioni della protesta: vedersi rimborsati, come avveniva in passato, i viaggi della speranza.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.06.08  h. 6.00

Potrebbe sfociare in gesti clamorosi la ribellione dei talassemici cassanesi. Nei giorni scorsi, le motivazioni della loro ribellione, peraltro comuni a quelle di centinaia di calabresi affetti dalla stessa patologia, era stata sollevata da Antonio Giannicola, vicepresidente dell’associazione provinciale talassemici. «La Regione Calabria», spiegava Giannicola, «non può permettersi il lusso di usare due pesi e due misure nell’ambito dell’assistenza sanitaria, come invece avviene da quando l’ente ha smesso di erogare i rimborsi per spese di viaggio ai talassemici della provincia di Cosenza». Una censura poi fatta propria dal sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, che in una lettera indirizzata ai vertici dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza e dell’assessorato regionale alla salute aveva criticato le scelte della Regione, sollecitando il ripristino delle provvidenze un tempo previste. Analoga presa di posizione era stata formalizzata anche dal consigliere provinciale e coordinatore del movimento “Diritti Civili”, Franco Corbelli, che aveva sposato la causa dei talassamici calabresi.
La corale mobilitazione, tuttavia, pare non aver sortito gli effetti sperati: le sollecitazioni d’un ripensamento indirizzate alla Regione, da più parti provenienti, sembrano essere cadute nel vuoto. Al punto che è scattata la seconda fase della pacifica rivolta. Alcuni talassemici cassanesi e le loro famiglie si sono infatti riunite nei saloni del centro sociale di corso Cavour, stabilendo nuove iniziative di lotta e precisando: «Non ci stiamo preparando a fare una guerra,ci stiamo solo difendendo. E’ la Regione che ci ha dichiarato guerra». Già pronti i cartelli da indossare nel corso di un probabile presidio davanti ai cancelli della giunta regionale, si pensa anche ad azioni più incisive ed eclatanti e, per molti versi, pericolose. Quale ulteriore forma di protesta, infatti, non viene escluso il ricorso allo sciopero della trasfusione. Una decisione che, se adottata e portata fino alle estreme conseguenze, sarebbe causa di gravi ripercussioni sulla salute dei protagonisti dell’insolito sciopero: l’anemia mediterranea è una malattia contraddistinta da un’elevata diminuzione di globuli rossi nel sangue che, oltre a cagionare un notevole pallore della pelle, costringe il paziente a periodiche trasfusioni di sangue per tutto il corso della sua esistenza. Trasfusioni che (pur comportando un eccessivo apporto di ferro da eliminare poi con appositi farmaci), sono comunque indispensabili per garantire la sopravvivenza. Adesso, a quelle trasfusioni, qualcuno vorrebbe rinunciare a difesa d’un diritto negato.
Gianpaolo Iacobini

 

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

|top|

© Copyright 2002 - 2008 WEB STUDY ® - web project management  www.webstudy.it