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L’assemblea consiliare ritrova dunque una guida, dopo le
dimissioni di Antonio Golia e l’interregno del vicepresidente
galantuomo Antonio Crudo. La designazione della dama rossa del
Pd è maturata ieri mattina, poco prima delle quattro, in coda ad
una seduta che ha fatto registrare feroci polemiche,
l’approvazione di punti importanti, clamorose (sebbene affatto
inedite) divisioni all’interno degli schieramenti.
Cronaca: si comincia attorno alle 19 di martedì. Al centro del
confronto, la questione ordine pubblico. Scudocrociato e
centrosinistra si presentano in consiglio già uniti su un ordine
del giorno con cui si reclama una più incisiva presenza delle
forze dell’ordine. Durante il dibattito, però, le posizioni si
diversificano. Lo Sdi sollecita il maggior impegno della
magistratura. Il Pd richiede il potenziamento, anche
qualitativo, dell’Arma dei Carabinieri. L’ex presidente Golia
denuncia i limiti di coordinamento nell’azione degli stessi
Carabinieri ed attacca il suo (ex?) collega di coalizione, il
sindaco Gianluca Gallo: <<Non ha speso una parola né ha preso
posizione rispetto ai recenti fatti criminosi. Sembra che sia
sceso da Marte>>. L’approvazione unanime del concordato odg
chiude il primo capitolo. Rinviata ad altra data la discussione
sulla richiesta di fare di Cassano la sede del distretto
sanitario, il parlamentino civico approva senza colpo ferire il
piano comunale di protezione civile e l’adesione del municipio
ionico al piano strutturale associato. Quando è già notte,
s’apre il confronto sull’elezione del nuovo presidente
dell’assise. La maggioranza fa l’occhiolino alla minoranza. <<Se
il centrosinistra indicherà un nominativo unico, che possa
essere certezza di garanzia anche per noi, lo voteremo compatti.
Altrimenti, i nostri consiglieri avranno libertà di voto>>,
annuncia il capogruppo centrista Mimmo Lione. La seduta viene
sospesa, per favorire l’individuazione del possibile candidato
unitario. Ed il terremoto, stavolta, frantuma il centrosinistra:
lo Sdi, che contese all’Udc la guida della città, rivendica il
diritto ad esprimere la candidatura. Il Pd (tra le cui fila
risaltano le assenze dall’inizio di Franca Peruzzi e, in corso
d’opera, di Pino Clausi) non si tira indietro ed avanza identica
pretesa. I Verdi si chiamano fuori dalla contesa e restano alla
finestra. Quando la parola torna all’aula, le scosse telluriche
continuano. Golia accusa i democratici di <<inciucio>> con la
sua (ex?) maggioranza. I socialisti, non meno teneri, contestano
le scelte del Pd e le <<intese trasversali con l’Udc>>, ed in
segno di protesta abbandonano i lavori. Si va al voto: Golia ed
il verde Salvatore Caruso dichiarano di non partecipare. Il Pd,
col capogruppo Luigi Adduci, avanza la candidatura di Rosella
Garofalo. Infine eletta, alla seconda votazione, con 11 consensi
(presumibilmente, i 2 del Pd, il sì dell’indipendente Scarano e
8 voti della maggioranza) e 2 schede bianche (tutte
ipoteticamente riconducibili all’Udc).
Si chiude che è quasi l’alba di mercoledì, dopo aver mandato in
archivio anche un paio di variazioni di bilancio. Finito il
terremoto, il consiglio comunale cassanese si ritrova con un
nuovo presidente del consiglio e, forse, altrettanto nuovi
equilibri politici.
Gianpaolo Iacobini
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