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Il dispaccio che riassume per la cronaca una giornata di
dichiarazioni bellicose ha origine da un fatto semplice da
ricostruire: per mantenere la promessa della cancellazione
dell’Ici, il Governo ha dovuto reperire le necessarie risorse
finanziarie. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, le ha
per gran parte pescate nei fondi un tempo destinati alla
costruzione del ponte sullo Stretto, che nel 2006 il Governo
Prodi aveva dirottato sul rifacimento della rete viaria di
Calabria e Sicilia. Adesso, il dietrofront. A risentirne,
l’ammodernamento della statale 106, da Roseto a Sibari e da
Rossano a Crotone, e l’adeguamento della bretella di
collegamento tra lo svincolo firmense dell’autostrada A3 e la
stessa statale ionica. Quanto è bastato per suscitare una
generale levata di scudi, col centrodestra che per il momento
gioca in difesa e si limita a dire, col deputato Giovanni Dima,
che in sede parlamentare la misura in oggetto <<sarà certo
ricondotta ad un punto di equilibrio che tenga conto delle
aspettative delle popolazioni locali>>. Assicurazioni che però
sembrano non bastare al fronte dei critici. In testa al gruppo,
la Cgil. Che con i segretari provinciali di Cosenza e Crotone, e
con il segretario comprensoriale dell’area Sibaritide-Pollino
(nelle persone, rispettivamente, di Pietro Rossi, Antonio
Spataro e Orlando Bonadies) annuncia una giornata di
mobilitazione lungo la statale 106. <<Riteniamo opportuno –
dicono i tre esponenti della Cgil - sottolineare la gravità del
provvedimento che rappresenta l'ennesima spoliazione del
territorio e richiama alle responsabilità la deputazione
parlamentare calabrese per lo scippo che si sta perpetrando ai
danni della Calabria. Riteniamo doveroso reagire con fermezza
proponendo una giornata di mobilitazione sulla statale 106
contro il provvedimento del governo>>. Nel pomeriggio, al coro
della protesta s’aggiungono le voci dei presidenti delle
Province di Cosenza e Crotone, Mario Oliverio e Sergio Iritale.
<<La scelta del Governo significa bloccare il processo di
modernizzazione infrastrutturale della Calabria. Di fronte a
scenari così cupi non basta lamentarsi o presentarsi a Roma col
cappello in mano. Occorre uscire da tatticismi e ansie di
appartenenza per mettere in piedi una risposta unitaria,
adeguata alla drammaticità del momento>>. Questioni delle quali
si discuterà già sabato prossimo, a Marina di Sibari, nel corso
di un incontro istituzionale convocato proprio da Oliverio e
Iritale.
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