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Il condominio del centro commerciale dei Laghi di Sibari non
sarà gestito da un amministratore giudiziario. A divulgare la
notizia è Antonio Vuoto, consigliere anziano del Direttivo
dell’Associazione Laghi di Sibari, il quale in una nota spiega
che “il Tribunale di Castrovillari ha rigettato il ricorso
proposto dall’Associazione Laghi di Sibari, patrocinata
dall’avv. Franco Gallo, con il quale si chiedeva la nomina di un
amministratore giudiziario per il condominio del Centro
Commerciale dei Laghi di Sibari. Ha accolto, viceversa, le
obiezioni contrarie di alcuni proprietari, Casa Bianca Group Srl
e dr. Manlio Stassi, patrocinati dall’avv. Amerigo Minnicelli, e
basate sulla carenza di interesse dell’Associazione ad ottenere
un simile provvedimento”. “Con la decisione definitiva del detto
Tribunale -afferma Vuoto- cade miseramente un pilastro del
teorema del Presidente dell’Associazione e del Sindaco della
Città di Cassano, Gianluca Gallo, che intenderebbero scaricare
sui proprietari del Centro Commerciale i costi dello smaltimento
dei liquami e della pubblica illuminazione, per i quali costi i
detti privati già pagano le tasse relative al Comune di Cassano
nonché i contributi alla stessa Associazione”.
“È degno di nota –continua il Consigliere Anziano- il fatto che
pur se la sentenza è stata depositata lo scorso 10 aprile e
subito dopo comunicata all’Associazione, il Presidente Masotina
nel corso della recente assemblea dell’Associazione, tenutasi
sabato 26 aprile, ne abbia taciuto l’infausto esito agli
Associati (che ne hanno sopportato i costi) temendo che la
notizia avrebbe fiaccato il falso ottimismo di cui è intrisa
l’azione amministrativa sua e dei seguaci, azione che,
viceversa, si rivela, con dati alla mano, sempre più
fallimentare. Inoltre, dopo gli esposti inviati alle Autorità
competenti, compresa la locale Procura della Repubblica, si è
ancora in attesa delle iniziative che saranno assunte, di modo
che possa crollare anche un altro teorema relativo alla gestione
senza titolo da parte dell’Associazione, dell’acquedotto dei
Laghi di Sibari. A tale illecita gestione è connesso pure il
faraonico progetto di rifacimento della rete idrica e di
costruzione della rete metanifera di cui gli associati
sopporteranno direttamente o indirettamente i relativi costi in
termini di aumento delle quote associative. A tal proposito, il
Presidente dell’Associazione, con la scusa delle morosità già
paventa un loro aumento del 30% per fare fronte a debiti di
gestione ordinaria e c’è chi, tra gli associati, al pari di
altri, già medita le dimissioni dall’Associazione”.
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