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Domenica 4 Maggio 2008

Cassano -  Il condominio del centro commerciale non sarà gestito da un amministratore giudiziario. Questa la decisione del tribunale di Castrovillari.
Laghi di Sibari, rigettato il ricorso.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.05.08  h. 22.30

Il condominio del centro commerciale dei Laghi di Sibari non sarà gestito da un amministratore giudiziario. A divulgare la notizia è Antonio Vuoto, consigliere anziano del Direttivo dell’Associazione Laghi di Sibari, il quale in una nota spiega che “il Tribunale di Castrovillari ha rigettato il ricorso proposto dall’Associazione Laghi di Sibari, patrocinata dall’avv. Franco Gallo, con il quale si chiedeva la nomina di un amministratore giudiziario per il condominio del Centro Commerciale dei Laghi di Sibari. Ha accolto, viceversa, le obiezioni contrarie di alcuni proprietari, Casa Bianca Group Srl e dr. Manlio Stassi, patrocinati dall’avv. Amerigo Minnicelli, e basate sulla carenza di interesse dell’Associazione ad ottenere un simile provvedimento”. “Con la decisione definitiva del detto Tribunale -afferma Vuoto- cade miseramente un pilastro del teorema del Presidente dell’Associazione e del Sindaco della Città di Cassano, Gianluca Gallo, che intenderebbero scaricare sui proprietari del Centro Commerciale i costi dello smaltimento dei liquami e della pubblica illuminazione, per i quali costi i detti privati già pagano le tasse relative al Comune di Cassano nonché i contributi alla stessa Associazione”.
“È degno di nota –continua il Consigliere Anziano- il fatto che pur se la sentenza è stata depositata lo scorso 10 aprile e subito dopo comunicata all’Associazione, il Presidente Masotina nel corso della recente assemblea dell’Associazione, tenutasi sabato 26 aprile, ne abbia taciuto l’infausto esito agli Associati (che ne hanno sopportato i costi) temendo che la notizia avrebbe fiaccato il falso ottimismo di cui è intrisa l’azione amministrativa sua e dei seguaci, azione che, viceversa, si rivela, con dati alla mano, sempre più fallimentare. Inoltre, dopo gli esposti inviati alle Autorità competenti, compresa la locale Procura della Repubblica, si è ancora in attesa delle iniziative che saranno assunte, di modo che possa crollare anche un altro teorema relativo alla gestione senza titolo da parte dell’Associazione, dell’acquedotto dei Laghi di Sibari. A tale illecita gestione è connesso pure il faraonico progetto di rifacimento della rete idrica e di costruzione della rete metanifera di cui gli associati sopporteranno direttamente o indirettamente i relativi costi in termini di aumento delle quote associative. A tal proposito, il Presidente dell’Associazione, con la scusa delle morosità già paventa un loro aumento del 30% per fare fronte a debiti di gestione ordinaria e c’è chi, tra gli associati, al pari di altri, già medita le dimissioni dall’Associazione”.
 

Maria Elvira Talarico

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