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Dopo la notizia della chiusura del dissesto economico dell’Ente,
i precari invocano maggiore attenzione da Palazzo di città. “
Con mille euro al mese non si riesce a vivere”.
Torna d’attualità la triste vicenda dei lavoratori socialmente
utili e di pubblica utilità di Cassano allo Ionio. Da alcuni
mesi, infatti, i precari cassanesi protestano per vedersi
riconosciuti alcuni diritti e prerogative non più rinviabili.
Cento gli Lsu- Lpu che lavorano nel Comune di Cassano allo
Ionio, tra mille stenti e difficoltà. Alla notizia della
definitiva chiusura del dissesto finanziario in Comune, che nei
fatti ha sempre impedito qualunque discorso su un trattamento
economico più vantaggioso degli Lsu-Lpu, tornano a chiedere
nuovamente attenzione poiché i problemi che li attanagliano
ancora non sono stati risolti. Non più tardi di qualche mese
addietro, infatti, i precari cassanesi avevano incrociato le
braccia al fine di vedersi riconosciuti un trattamento economico
adeguato e proporzionato all’effettivo lavoro svolto. Tre giorni
di protesta nel corso dei quali gli Lsu –Lpu avevano bloccando
alcuni servizi indispensabili in Comune, garantiti per tutti
questi anni proprio dalla loro presenza. Tuttavia i precari, per
correttezza verso i cittadini, avevano deciso di tornare ad
affollare gli uffici comunali ed i cantieri di lavoro in maniera
tale da non arrecare disservizi, pur restando in agitazione ed
avendo comunque ricevuto garanzie di un aiuto concreto da parte
dell’Amministrazione comunale. In quella sede si era deciso,
infatti, di aspettare il nuovo anno nella speranza che
giungessero novità rilevanti. “Da quella decisione oramai è
trascorso molto tempo più– denunciano gli stessi precari
cassanesi - e nessuno da palazzo di città è intervenuto per
comprendere le ragioni della nostra protesta”. Dunque cala
nuovamente il gelo tra precari e Amministrazione Comunale.
Difatti gli Lsu-Lpu cittadini da più tempo hanno iniziato una
diatriba con l’Amministrazione comunale, poiché, sostengono i
lavoratori, la Giunta Gallo ha provveduto a stabilizzare un
numero esiguo di lavoratori, 5 su oltre cento presenti, avrebbe
altresì revocato la possibilità ai precari di poter effettuare
il tempo pieno, dando loro la possibilità di guadagnare uno
stipendio quantomeno sufficiente, visto che la retribuzione
prevista per l’orario minimo dei socialmente utili è poco più
che irrisoria, ma viepiù, stante alle denunce dei consiglieri di
opposizione e alle proteste dei precari stessi, gli Lsu-Lpu, pur
costretti a lavorare per un monte ore superiore a quello
previsto, non riceverebbero alcuna differenza retributiva per il
surplus di ore lavorative prestate. “Non si può far vivere –
denuncia il lavoratore – quali, con meno di mille euro al mese,
spesso sballottati a destra e manca per l’intero territorio
comunale. Molti di noi infatti sono padri e madri di famiglia.
Per questo invochiamo che il Sindaco e la Giunta, attuino quanto
meno, provvisoriamente, un piano che preveda a turno la
concessione del tempo pieno a tutti, ora l’ente comunale non è
più in dissesto economico e si può trovare spazio anche per
noi”. I socialmente utili aggiungono: “In Comune altri impiegati
oltre allo stipendio base percepiscono altre integrazioni
evitabili che fanno lievitare la loro paga 4 – 5000 euro
mensili. Perché non si inizia a tagliare questi inutili
privilegi e si riconosce a tutti una paga adeguata?”.
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