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Giovedì 22 Maggio 2008

Cassano, gli Lsu-lpu in Comune tornano a chiedere un trattamento economico adeguato.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 23.05.08  h. 17.00

Dopo la notizia della chiusura del dissesto economico dell’Ente, i precari invocano maggiore attenzione da Palazzo di città. “ Con mille euro al mese non si riesce a vivere”.

Torna d’attualità la triste vicenda dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità di Cassano allo Ionio. Da alcuni mesi, infatti, i precari cassanesi protestano per vedersi riconosciuti alcuni diritti e prerogative non più rinviabili. Cento gli Lsu- Lpu che lavorano nel Comune di Cassano allo Ionio, tra mille stenti e difficoltà. Alla notizia della definitiva chiusura del dissesto finanziario in Comune, che nei fatti ha sempre impedito qualunque discorso su un trattamento economico più vantaggioso degli Lsu-Lpu, tornano a chiedere nuovamente attenzione poiché i problemi che li attanagliano ancora non sono stati risolti. Non più tardi di qualche mese addietro, infatti, i precari cassanesi avevano incrociato le braccia al fine di vedersi riconosciuti un trattamento economico adeguato e proporzionato all’effettivo lavoro svolto. Tre giorni di protesta nel corso dei quali gli Lsu –Lpu avevano bloccando alcuni servizi indispensabili in Comune, garantiti per tutti questi anni proprio dalla loro presenza. Tuttavia i precari, per correttezza verso i cittadini, avevano deciso di tornare ad affollare gli uffici comunali ed i cantieri di lavoro in maniera tale da non arrecare disservizi, pur restando in agitazione ed avendo comunque ricevuto garanzie di un aiuto concreto da parte dell’Amministrazione comunale. In quella sede si era deciso, infatti, di aspettare il nuovo anno nella speranza che giungessero novità rilevanti. “Da quella decisione oramai è trascorso molto tempo più– denunciano gli stessi precari cassanesi - e nessuno da palazzo di città è intervenuto per comprendere le ragioni della nostra protesta”. Dunque cala nuovamente il gelo tra precari e Amministrazione Comunale. Difatti gli Lsu-Lpu cittadini da più tempo hanno iniziato una diatriba con l’Amministrazione comunale, poiché, sostengono i lavoratori, la Giunta Gallo ha provveduto a stabilizzare un numero esiguo di lavoratori, 5 su oltre cento presenti, avrebbe altresì revocato la possibilità ai precari di poter effettuare il tempo pieno, dando loro la possibilità di guadagnare uno stipendio quantomeno sufficiente, visto che la retribuzione prevista per l’orario minimo dei socialmente utili è poco più che irrisoria, ma viepiù, stante alle denunce dei consiglieri di opposizione e alle proteste dei precari stessi, gli Lsu-Lpu, pur costretti a lavorare per un monte ore superiore a quello previsto, non riceverebbero alcuna differenza retributiva per il surplus di ore lavorative prestate. “Non si può far vivere – denuncia il lavoratore – quali, con meno di mille euro al mese, spesso sballottati a destra e manca per l’intero territorio comunale. Molti di noi infatti sono padri e madri di famiglia. Per questo invochiamo che il Sindaco e la Giunta, attuino quanto meno, provvisoriamente, un piano che preveda a turno la concessione del tempo pieno a tutti, ora l’ente comunale non è più in dissesto economico e si può trovare spazio anche per noi”. I socialmente utili aggiungono: “In Comune altri impiegati oltre allo stipendio base percepiscono altre integrazioni evitabili che fanno lievitare la loro paga 4 – 5000 euro mensili. Perché non si inizia a tagliare questi inutili privilegi e si riconosce a tutti una paga adeguata?”.

 

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