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Li hanno fermati nella mattinata di ieri dopo una serie di
appostamenti su segnalazione di alcuni residenti, mentre
pescavano abusivamente molluschi dalla acque proibite dei Laghi
di Sibari. Singolare caso di furto dunque; tre pescatori sono
finiti in manette, uno dei quali anche con l’accusa di
resistenza a pubblico ufficiale. Teatro della curiosa vicenda
come detto il complesso dei Laghi di Sibari. Qui la pesca è
assolutamente vietata, poiché la zona è riservata alle
imbarcazioni dei turisti in transito. Inoltre le darsene del
complesso negli scorsi mesi sono state sequestrate per il forte
inquinamento da fogne. In spregio a tal divieto però tre uomini
residenti tra Corigliano e la stessa Cassano, di cui pero non
sono state rese note le generalità, già dalla notte avevano
piazzato delle reti per pescare i molluschi, così all’arrivo dei
carabinieri della locale Tenenza di Cassano allo Ionio avevano
già accumulato un pescato di oltre un quintale. Colti in
flagranza uno dei tre ha cercato di desistere aggredendo un
militare della pattuglia intervenuta, ma veniva subito bloccato.
Ammanettati i tre finivano dritti presso il carcere di
Castrovillari. Il quintale di molluschi, invece veniva subito
sequestrato. Dei tre due sono tornati immediatamente in libertà,
un altro accusato di resistenza a pubblico ufficiale vi rimarrà
ancora fino alla celebrazione del processo per direttissima.
Dalle prime ricostruzione pare che i tre erano soliti aggirarsi
nei paraggi per pescare i molluschi che poi venivano
illegalmente immessi sul mercato del consumo. Una pratica
ritenuta dagli organi inquirenti molto pericolosa per la salute
pubblica. Infatti i particolari molluschi, adatti al consumo
domestico, probabilmente venivano poi rivenduti direttamente dai
pescatori della zona porta a porta, senza nessun controllo da
parte delle autorità sanitarie preposte. Una pratica quella
della vendita diretta presso il domicilio del potenziale
consumatore non solo dei molluschi, ma anche del pesce in
genere, in questi ultimi tempi in crescita nel territorio
cassanese, in spregio alle norme sanitarie previste.
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