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Il dirottamento di fondi da quello che doveva essere un
investimento sulla Statale 106, e che si è trasformato in
delusione e rabbia, continua a far discutere gli amministratori
locali, compreso il presidente della Provincia di Cosenza
Oliverio. «Ora basta. E’ tempo di far sentire forte la voce
della Calabria a Roma. I calabresi e i cosentini non possono
sopportare oltre di essere penalizzati e bistrattati». E’ quanto
afferma il presidente della Provincia di Cosenza,Mario Oliverio
che, insieme al collegaSergio Iritale, presidente della
Provincia di Crotone, si è fatto promotore di un’iniziativa
unitaria che si svolgerà sabato prossimo, alle 10.30, presso il
Villaggio Marilusa (ex Golf Village) di Marina di Sibari. «Come
è possibile che -si chiede l’on. Oliverio- per finanziare il
taglio nazionale dell’Ici, debbano essere i nostri sindaci, i
nostri territori e le nostre comunità a pagare per tutti,
rinunciando a diverse centinaia di milioni di euro già destinati
alla nostra regione e alla Sicilia per la costruzione di opere
di straordinaria importanza strategica? La scelta del Governo
Berlusconi di bloccare i finanziamenti per l’ammodernamento
della SS 106 e della Firmo- Sibari continuerà a segnare
profondamente il mancato sviluppo di una fetta di territorio per
cui questa importante infrastruttura viaria, con tutti i suoi
limiti, ha sempre rappresentato un’arteria di comunicazione e di
raccordo insostituibile per il loro collegamento al Corridoio
Adriatico e al resto del Paese. Aver sottratto i fondi destinati
alla progettazione del megalotto Cariati-Crotone significa
bloccare definitivamente il processo di modernizzazione
infrastrutturale della Calabria. Se a ciò si aggiungono, poi, i
paventati tagli sulla sanità e sugli enti locali già
preannunciati dal ministro Tremonti in vista della
realizzazione, entro il 2011, di un federalismo fiscale “alla
lombarda”, che non ha nulla a che vedere con il federalismo
solidale da noi sempre auspicato e che prevede il riconoscimento
ai singoli territori di almeno il 15% dell’Irpef, dell’80%
dell’Iva e dei ricavi provenienti dalle accise della benzina,
tabacchi e giochi, quale futuro potrà avere questa nostra terra
priva, tra l’altro, di qualsiasi rappresentanza all’interno del
Governo del Paese? Di fronte a scenari così gravi e cupi
-prosegue il Presidente della Provincia di Cosenza- non basta
lamentarsi, amareggiarsi o, peggio, presentarsi a Roma, come al
solito, con il cappello in mano. Occorre fare di più ed uscire,
una buona volta, da tatticismi, furberie e ansie di appartenenza
per mettere in piedi una risposta unitaria e corale, adeguata
alla drammaticità del momento. Qui non c’entra chi è di destra o
di sinistra, di maggioranza o di opposizione. Qui è in gioco il
futuro degli uomini e delle donne calabresi. Per questo motivo
–conclude Oliverio- mi permetto di lanciare, anche a nome del
Presidente della Provincia di Crotone, Sergio Iritale, un
appello accorato a tutti i calabresi, ai Parlamentari, ai
consiglieri provinciali, ai sindaci, al sistema delle imprese,
alle organizzazioni sociali, alle università, ai giovani e alle
giovani di questa terra, ai gruppi sociali, al mondo della
cultura e della Chiesa a ritrovarci in un’iniziativa comune a
difesa della Calabria e del Mezzogiorno, per far giungere al
Governo del Paese la nostra voce e la nostra protesta e per
articolare, insieme, un progetto di rinascita e di rilancio che
sappia reinserire a pieno titolo la nostra regione e l’intero
Mezzogiorno in una dinamica nazionale di progresso e di
sviluppo. L’incontro di sabato prossimo a Marina di Sibari
costituisce il primo passo di un percorso e di una mobilitazione
comune e unitaria».
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