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Sono trascorsi 40 anni da quel maggio 1968, quando in Francia
gli studenti della Sorbonne e gli “ouvrieres” delle banlieues
parigine scesero in piazza per rivendicare un mondo migliore e
per mettere in discussione modi di essere e di pensare della
società di quel tempo. “La fantasia al Potere”. “Vogliamo tutto
e subito”. “Ce n’est qu’un début, continuons le combat”. Questi
e altri slogan, che hanno caratterizzato quegli anni,
riecheggeranno venerdì prossimo, 2 maggio, nel corso dello
spettacolo “’68 quaranta…. ma non li dimostra! …l’eterna
primavera…” organizzato dall’associazione socio – politico –
culturale cassanese “Nelson Mandela”. Lo spettacolo “’68
quaranta…. ma non li dimostra! …l’eterna primavera…”, che si
terrà, alle ore 21, presso il teatro comunale, tratta
essenzialmente di un momento rievocativo, al cui interno, sulla
base di un filo conduttore che celebra avvenimenti e passaggi di
quella stagione, saranno cantate, da parte di Giuseppe Lo Polito
e di Maria Antonietta Rimoli, canzoni di quel tempo e saranno
recitati, da Minella Bloise, coadiuvata da Mario Brigante, brani
tratti da opere degli autori più significativi di quel periodo.
Lo spettacolo sarà, altresì, arricchito da testimonianze dirette
di alcuni protagonisti di “quegli anni formidabili”. Sul
palcoscenico del “Comunale” cassanese ci saranno,
infatti,Tommaso Ferrari, che in quegli anni, studente
universitario del sud, frequentava il Politecnico di Torino, una
delle zone più calde del Sessantotto italiano e Alfonso Natella,
operaio salernitano dalle molteplici esperienze militanti, a cui
si è ispirato Nanni Balestrini per il suo libro “Vogliamo
tutto”, che rappresenta uno dei testi fondamentali di quella
generazione. Franco Piperno, nel suo ultimo libro “’68 L’anno
che ritorna”, edito da Rizzoli, a proposito di Alfonso Natella,
scrive: <<…nel mio ricordo, la raffigurazione teatrale più
riuscita di questa generazione operaia è data dall’immagine di
Alfonso Natella, salernitano di provincia, operaio per caso
nelle officine torinesi di Mirafiori: possedeva molta cultura e
poca istruzione e mostrava un volto da profeta>>. Lo spettacolo
“’68 quaranta…. ma non li dimostra! …l’eterna primavera…”, a
dire di Pietro Maradei, responsabile della “Nelson Mandela” e
curatore dello spettacolo, vuole essere <<una vera e propria
rimpatriata per chi ha vissuto quegli anni, ma anche un momento
di riflessione e di approfondimento, di presa di coscienza per
tutti gli altri, soprattutto per quei giovani che a quel
movimento si ispirano ancora oggi, dal momento che il ‘68 occupa
ormai una parte importante nella storia contemporanea>>. Pietro
Maradei ha anche annunciato che nel prossimo mese di settembre
la “Nelson Mandela”, <<in un momento in cui, a livello mediatico
ed editoriale si registrano prese di posizioni molto
contrastanti su quella stagione”, organizzerà un nuovo momento
di confronto sul ’68 che vedrà la partecipazione di Franco
Piperno.
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