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Si va verso la mobilitazione popolare contro la decisione
assunta dal governo Berlusconi di tagliare gli investimenti
previsti per il riammodernamento della statale 106. Una giornata
di lotta sulla 106 «contro il provvedimento del governo
nazionale e per l'immediato ripristino degli investimenti
previsti con la conseguente cantierizzazione della spesa» viene
proposta dai segretari generali della Cgil del comprensorio
Pollino - Sibari - Tirreno, di Cosenza e di Crotone,
rispettivamente Orlando Bonadies, Pietro Rossi e Antonio Spataro.
I tre rappresentanti della Cgil ritengono doveroso coinvolgere
in questa giornata di mobilitazione, oltre alle altre sigle
sindacali confederali, anche e soprattutto «i territori, le
popolazioni, i massimi livelli istituzionali, i sindaci, tutte
le forze politiche e sociali». Bonadies, Rossi e Spataro, nella
nota stampa con la quale annunciano la loro proposta di
mobilitazione contro l'ulteriore spoliazione di cui è vittima il
territorio calabrese, scrivono che «il governo Berlusconi, così
come paventato, con i primi provvedimenti ha tagliato i
programmi infrastrutturali del Mezzogiorno e della Calabria, tra
cui gli ex fondi Fintecna per le opere già finanziate dal
precedente governo tra cui il mega-lotto deliberato dal Cipe
nell'aprile 2008 per il tratto della statale 106 Roseto - Sibari
- Firmo e Crotone - Rossano, dirottando la spesa a favore dei
provvedimenti su Ici e straordinari». I segretari della Cgil
tengono, altresì, a evidenziare la volontà del governo
Berlusconi di procedere senza se e senza ma, ma soprattutto
senza alcuna logica infrastrutturale, alla realizzazione del
ponte sullo Stretto, «che decisamente - sottolineano Bonadies,
Rossi e Spataro – non rappresenta la priorità della Calabria e
della Sicilia tanto che, anche esponenti della stessa
maggioranza parlamentare e il presidente di Confindustria, di
cui lo stesso governo si è affrettato di acquisirne il
programma, hanno dichiarato le proprie contrarietà ». I tre
segretari generali della Cgil territoriale tengono a
sottolineare la gravità del provvedimento licenziato dal governo
Berlusconi che, a loro dire, «rappresenta l'ennesima spoliazione
del territorio » e perciò Bonadies, Rossi e Spataro richiamano
alle loro responsabilità la deputazione parlamentare calabrese,
i livelli Regionali, Provinciali e territoriali, «per lo scippo
che si sta perpetrando ai danni dei cittadini calabresi, ai
danni dello sviluppo, del lavoro, del diritto a una mobilità
sicura e della possibilità per la Calabria di agganciarsi al
futuro in una dimensione europeista». Per Orlando Bonadies,
Pietro Rossi e Antonio Spataro il provvedimento adottato dal
governo Berlusconi «rischia di condannare la nostra regione a un
isolamento e a un declino irreversibile» e per i tre «è
singolare e preoccupante che i parlamentari calabresi eletti
nelle liste del centrodestra e quindi facenti parte della
maggioranza di Governo, al loro primo intervento alla Camera,
affermino e votino tale provvedimento che danneggia e condanna
la propria terra».
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