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LAGHI DI SIBARI – Anche quest'anno la prolungata interdizione
della navigabilità del canale degli Stombi, l'unica “via mare”
che permette di uscire ed entrare dal complesso nautico dei
Laghi di Sibari, ha provocato ingenti danni sia dal punto di
vista economico, e sia dal punto di vista dell'immagine. A
sostenerlo è Antonio Vuoto, vice presidente della società “Ca -
sa Bianca Group”, proprietaria dei cantieri nautici allocati nei
Laghi di Sibari, in una lettera inviata al presidente della
provincia di Cosenza, al sindaco di Cassano e, per conoscenza,
al presidente della giunta regionale, al Prefetto di Cosenza, al
presidente della Camera di Commercio di Cosenza, ai
rappresentanti delle organizzazioni sindacali, al presidente
della Confindustria di Cosenza e all'associazione Laghi di
Sibari. «Anche quest'anno, a causa del “tappo” costituito della
mancata manutenzione ordinaria e straordinaria della foce del
canale degli Stombi che funge da ingresso al porto turistico,
alcuni dipartisti stranieri di diversa nazionalità, per la
precisione undici,- scrive Vuoto - non sono potuti uscire
secondo i loro programmi e hanno dovuto rinunciare in parte a
ferie, impegni e quant'altro e, come tanti altri, hanno promesso
di non tornare mai più al nostro centro nautico che, pertanto,
si impoverisce nonostante l'enorme potenzialità ». Eppure quest'anno
si sperava che le cose migliorassero. «Si sperava - sostiene,
infatti, Antonio Vuoto - che con le ultime decisioni
amministrative si sarebbe dato corso all'efficace e immediato
disinsabbiamento dell'ingresso del porto oltretutto con mezzi
idonei. Viceversa alla data odierna – tiene a far notare il vice
presidente della “Casa Bianca Group” - non si è fatto nulla di
concreto e si è continuato ad adoperare strumenti tecnici che
definire museali è tanto esatto quanto assurdo, con l'effetto
che la navigazione regolare non è assicurata e la grande parte
dei dipartisti sono prigionieri. Per altro verso - continua -
l'appalto che è stato indetto con forte ritardo comporterà, a
quanto pare, tempi di esecuzione non brevi che decorreranno
dalla consegna dei lavori. A questo punto, il vice presidente di
“Casa Bianca Group” chiede ai destinataridella sua missiva
«quali garanzie offrono le Autorità che il transito dei natanti
sia assicurato nel tempo occorrente per l'ultimazione dei lavori
di cui all'appalto e se i cantieri nautici devono continuare a
restare attivi o se devono essere chiusi e le nove maestranze in
organico devono essere collocate a “riposo”».
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