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Giovani e droga: un binomio al centro dell’attenzione collettiva
da quando le organizzazioni criminose di tutto il mondo hanno
iniziato a smerciare le preziose sostanze, facendo aumentare in
modo considerevole le tossicodipendenze in buona parte d’Europa.
Anche Cassano negli anni ottanta, non rimase inerme da questa
tendenza che fu subito accolta dalle ndrine locali che
iniziarono a venderla e dai numerosi giovani che ne iniziarono a
farne uso. Dopo il boom degli anni ottanta che, in ogni modo,
costò la vita a centinaia di giovani cassanesi, la situazione
sembrava essersi calmata negli anni novanta quanto, all’uso
delle droghe leggere, eroina e cocaina, i giovani preferivano
l’uso delle droghe leggere, hashish e marijuana.
La città iniziava a crescere anche culturalmente e la
consapevolezza cresceva anche nei più giovani. Sul finire degli
anni novanta tuttavia, ci fu un ritorno alle sostanze pesanti.
La droga iniziò ed essere venduta in piccole dosi, in modo tale
che tutti potessero permettersela, e l’uso da parte dei
giovanissimi iniziò a ricrescere in modo spropositato. Un
fenomeno sottovalutato e non preso in seria considerazione che,
col passare del tempo, rischia di generare un ulteriore piaga
sociale se non si prendono seri provvedimenti. Da un indagine
svolta fra adolescenti, almeno il 70% di loro asserisce di aver
fatto uso di cocaina ed addirittura di averla fumata con la
carta stagnola, così come fanno gli eroinomani all’ultimo
stadio. Piccole ma rilevanti percentuali hanno dichiarato invece
di aver a fatto uso di eroina e droghe chimiche. Buona parte
comunque, fa uso frequente di droga pesante. I figli della
borghesia sembrano essere i più propensi a questa moda anche se
i giovani meno agiati, spesso, riescono a trovare il modo per
procurarsela.
E’ questa la fotografia di un allarme che le politiche sociali
farebbero bene a prendere in considerazione.
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