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Tutti assolti per avvenuta prescrizione: si conclude così, dopo
circa quindici anni, la vicenda giudiziaria di tredici persone
che, a dire dall’accusa, fecero interrare anni fa decine di
tonnellate di ferriti di zinco nei territori si Cassano,
Francavilla e Cerchiara. Un affare che fruttò diversi miliardi
delle vecchie lire, tutti a carico dei calabresi, soldi pubblici
che sarebbero dovuti servire a smaltire le sostanze inquinanti
provenienti dalla Pertusola Sud di Crotone in una apposita
discarica in Sardegna e che invece, con un astuto girotondo
fatto di tangenti e pacche sulla spalla, vennero interrate in
terreni di privati cittadini consenzienti, sotto l’occhio
indiscreto di politici e funzionari regionali. Una vicenda che
negli anni è diventata una telenovela all’italiana, dal momento
che numerose sono stati gli eventi che negli anni si sono
succeduti, ad iniziare dalle numerose manifestazioni di protesta
per poi passare agli interventi presi dai vari politici a vario
livello, interventi che ad ora sono tutti intrappolati in
grovigli burocratici, fino a giungere a quello che è il vero e
proprio dramma della vicenda: i numerosi decessi e le numerose
malattie che da tempo stanno interessando gran parte dei
cittadini. A dire di alcuni studiosi, le sostanze sono nocive e
per cui pericolose per la salute umana, altri invece, sostengono
il contrario. A tal proposito, e per sollecitare un immediato
intervento risolutivo del problema, è sorto da qualche tempo a
Sibari un comitato contro le ferriti di zinco, che virtualmente
si incontra sul blog http://sibarisos.blogspot.com ma che ha
come obiettivo quello di intraprendere percorsi di lotta
affinché si giunca alla soluzione del problema. Che dio gliela
mandi buona…
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