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Comunicato Stampa
Dichiarazione rilasciata da Pasquale Cersosimo

Sabato 22 Marzo 2007

Cassano - Il coraggio di dire ho colpa.
Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  24.03.08  h. 22.00

E’ successo di nuovo. Ancora una volta le pallottole hanno provato a risolvere una lite, due vite sono state compromesse, una città intera è stata violentata e non lo sa nemmeno.
Del resto è successo un fatto normale, visto che mentre un ragazzo veniva sparato dal fratello, in città è continuata la smania degli acquisti di Pasqua e lo spaccio di fac-simile per le prossime elezioni.
Come a dire: «non sono fatti nostri, non sono i nostri figli».
Ma nel giorno in cui tutto il mondo cattolico, in particolar modo quello cassanese, si appresta a celebrare i riti della Passione di Cristo, la riflessione ed il pentimento dovrebbero essere spontanei, soprattutto da parte di chi, si tinge di belle parole per salire sui palchi e sugli altari.
La storia di oggi non è solo la storia di due fratelli, è la storia della gente del sud, di quella gente che per forza di cose ha dovuto imparare a vivere abbandonata e sola, senza punti di riferimento ne modelli di vita.
E’ la storia di gente che ha imparato a difendersi da sola ma che, molto speso con uno sguardo ha implorato un aiuto che solo oggi, mi pento di non essere riuscito ad offrire.
Per questo in piena coscienza oggi mi assumo le colpe di quello che è successo, così come mi assumo le colpe di quanto accaduto quest’estate a Piazza Paglialunga e di tutti i misfatti in cui negli ultimi anni si sono ritrovati decine di giovani cassanesi.
Tempo addietro presi un impegno ben preciso, lo presi davanti un bambino che è rimasto nel mio cuore, il quale, mentre si fumava una sigaretta mi regalò una vecchia moneta: giurai che da quel momento in poi la mia vita sarebbe stata al fianco della gente che ha bisogno anche di una sola parola per poter andare avanti.
In parole povere iniziai a dare un senso alla mia azione politica.
Per questo oggi mi assumo le colpe di quello che è successo, perché non sono riuscito ad intervenire prima nella vita di questi ragazzi, ma soprattutto perché ancora una volta ho fallito nel tentativo di inculcare una nuova cultura, quella del rispetto e della pacifica convivenza.
La colpa è mia, è tutta mia, e solo oggi trovo il coraggio di confessarlo.
E’ un mestiere difficile quello del politico del resto, dopotutto essere normali in questo mondo oggi è una cosa improponibile. Per forza di cose, rimarrai il deviato che frequenta cattive compagnie.
Scusate, nella mia vita ho sbagliato tutto. Vorrà dire che la prossima volta farò l’impiegato.
 

Pasquale Cersosimo

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