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Mercoledì 5 Marzo 2008

Sibari – Pronta la Compagnia delle Fiamme Gialle, ma ad ostacolarne la operatività la presenza di un capannone pericoloso intriso d'amianto.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 11.03.08  h. 10.00

Tutto è pronto, ma la Compagnia della Fiamme Gialle non diventa operativa a causa d’un capannone. Pericoloso perché intriso d’amianto. Sostanza che non sempre uccide l’uomo, ed a volte intossica i sogni.
Questa è la storia di uno stabilimento industriale sorto a Sibari, in contrada Bruscate, nella seconda metà degli anni ’70. Un tempo di proprietà dell’allora capo indiscusso della ‘ndrina cassanese, don Peppino Cirillo. Oggi, dopo una breve e sfortunata esperienza da sede della comunità terapeutica Saman ed un attento e costoso intervento di riqualificazione architettonica, caserma tra le più attrezzate ed efficienti dell’intera Calabria, progettata per ospitare un distaccamento dei Baschi Verdi, ma pure una Compagnia della Guardia di Finanza. La quinta in provincia dopo quelle di Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari. Al riguardo, nei mesi passati, diverse erano state le riunioni tra gli amministratori municipali ed i vertici territoriali della GdF e della Prefettura, tutte finalizzate alla verifica dello stato dei lavori di ristrutturazione dell’immobile di contrada Bruscate, ormai conclusi. Nel gennaio 2007, confermavano all’epoca fonti della GdF, facevano difetto solo <<la sistemazione delle recinzioni e degli impianti di sicurezza>>.
Insomma, il traguardo sembrava a portata di mano, tanto da lasciar presagire l’avvio delle attività già nel corso del 2007. Invece, così non è stato. E tutto per colpa, si scopre ora, per la presenza nelle vicinanze dell’edificio di un capannone in eternit, materiale altamente nocivo per la salute umana: si racconta che prima d’andar via, l’allora prefetto Antonio Musolino fosse riuscito ad ottenere dalle alte sfere romane i fondi necessari a procedere alla bonifica. Poi, però, difficoltà ed incertezze di carattere burocratico avrebbero frenato gli entusiasmi e stoppato l’iter della procedura, facendo sorgere il più clamoroso dei ritardi in una terra, la Sibaritide, crocevia di interessi ed affari criminali. Il capannone: gli ottimisti dicono che sarà buttato giù a breve e che comunque, come anche i bookmakers istituzionali mostrano di credere, non sarà d’ostacolo all’insediamento delle Fiamme Gialle, dal momento che, si ipotizza, l’area occupata dall’ammasso di eternit sarà recintata e posta in sicurezza, in attesa della definitiva bonifica. Nel frattempo, la Compagnia entrerà in attività. Probabilmente, nel giro di pochi mesi. Semplicemente geniale: peccato non averci pensato prima.
 

Gianpaolo Iacobini

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