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Per
molti, ma non per tutti. È la Provincia che non c’è, e che
domani, nel corso di una solenne cerimonia itinerante, terrà a
battesimo la sua bandiera, raffigurante lo statere, moneta
dell’antica Sybaris, ed i colori dell’Italia, dell’Europa e
della Calabria, spersi tra le onde dello Ionio e le montagne del
Pollino. A guadagnarsi uno spazio in cronaca, anche le modalità
organizzative della manifestazione, promossa dalla Consulta dei
sindaci, guidata dal primo cittadino cassanese Gianluca Gallo, e
dal comitato popolare presieduto da Giacinto Casciaro. Stando
infatti alle direttive della vigilia, l’auspicata mobilitazione
popolare sarà limitata, se mai ci sarà, ai rari momenti
all’aperto: per presenziare a tutto il resto, salvo cambiamenti
in corsa, sarà necessario un pass. Persino i dirigenti
scolastici sarebbero stati invitati ad indicare, oltre che il
numero degli alunni partecipanti, l’elenco completo dei loro
nominativi. Il tutto in ossequio a ragioni organizzative che
però rischiano di fare ombra alla riuscita dell’iniziativa.
Questo il programma: alle 9, dopo il saluto introduttivo di
Casciaro, il Duomo di Rossano dovrebbe ospitare una santa messa
alla quale dovrebbero prender parte i vescovi delle Diocesi di
Rossano, Cassano e Lungro. Successivamente, la carovana farà
tappa a Corigliano, dove alle 11 il cineteatro “Metropol” farà
da sfondo alla presentazione del sacro drappo ed agli interventi
dei sindaci di Cassano, Corigliano e Rossano, oltre a quello
dello stesso Casciaro. Infine, alle 13, trasferimento a Sibari:
qui, tra le teche del museo archeologico nazionale della
Sibaritide, <<la bandiera sarà consegnata alle autorità
competenti, per la sua custodia>>. Di questi tempi, con tanti
malintenzionati in giro, cautelarsi è bene: sarebbe una grave
iattura perdere la bandiera della provincia che non c’è.
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