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Saranno
presto offerti all’ammirazione del pubblico nuovi tratti del
complesso carsico delle grotte di sant’Angelo.
È quanto prevede il progetto che sarà ora trasformato in realtà,
con i finanziamenti ottenuti nell’ambito del piano territoriale
integrato. Circa 400.000 euro, da impiegare per rendere fruibili
altre aree delle storiche e pregiate cavità naturali,
attualmente percorribili solo in minima parte. I relativi
interventi, da concludersi nell’arco di sei mesi, dovrebbero
partire già prima dell’estate: il Municipio ha infatti indetto
la gara d’appalto per l’individuazione della ditta che
realizzerà le opere in programma. Le società interessate avranno
tempo fino al 4 aprile prossimo per presentare le proprie
domande: il successivo 7 d’aprile avverrà invece
l’aggiudicazione della gara, i cui effetti, inevitabilmente,
andranno ad intrecciarsi con i lavori di valorizzazione del
patrimonio paleontologico delle Grotte di sant'Angelo, del parco
archeologico naturalistico di Torre di Milone e della Pietra del
Castello, già appaltati a dicembre ma sui quali è calata la
scure del Tar, che nelle settimane passate ha paralizzato le
decisioni concorsuali prese dal Municipio. La storia in pillole:
in coda alla originaria e contestata gara d’appalto, due
distinti ricorsi erano stati presentati ai giudici
amministrativi, da altrettante ditte, nei riguardi dell’impresa
vincitrice “Perciaccante”. La seconda sezione del Tar,
presieduta da Guido Romano, in particolare, aveva rigettato una
delle due istanze cautelari (riconducibile al ricorso della
ditta “Salerno”), accogliendo per contro quella avanzata dalla
società “Guzzo” (rappresentata dall’avvocato Manuela Macario),
riscontrando, <<ad un sommario esame, la mancanza di
sottoscrizione dell’offerta tecnica presentata dall’impresa
“Perciaccante”, in violazione di quanto espressamente previsto
dal disciplinare di gara>>. Da ultimo, venerdì scorso, il Tar
s’è riunito per ascoltare le tesi dei difensori delle parti e
valutare la questione nel merito: la sentenza definitiva
dovrebbe giungere nell’arco dei prossimi sessanta giorni.
Fino ad allora, resteranno in freezer gli oltre 2.500.000 di
euro, stanziati dalla Regione per le grotte, il parco di Milone
e la Pietra del Castello, nell'ambito dell'accordo di programma
quadro sui beni culturali. La progettazione era stata curata da
un raggruppamento temporaneo di professionisti. Obiettivo
dichiarato: <<Conseguire il recupero, il restauro e la
riqualificazione dei caratteri ambientali delle aree di pregio;
la creazione di spazi informativi, didattici ed espositivi, sale
conferenze, servizi igienici, laboratori e uffici; la
valorizzazione dei siti archeologici; il potenziamento del
settore dell'accoglienza turistica; la ristrutturazione del
sistema dell'accessibilità>>.
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